Piccioni Rosario2Lamezia Terme, 17 settembre 2020 - "Nelle scorse settimane abbiamo appreso della chiusura temporanea della casa di accoglienza per persone senza fissa dimora “Le querce di Mamre”, progetto realizzato in questi anni nei locali dell’ex scuola materna di Via Minerva a S. Eufemia, sulla base di una convenzione tra la Caritas e il Comune che nel 2014 ha affidato in comodato d’uso la struttura".

Così, il consigliere comunale Rosario Piccioni. "Il contratto con il Comune, secondo quanto comunicato dalla stessa Caritas, oggi è in scadenza. Un progetto che si è rivelato un’importante opera di accoglienza e sostegno a persone italiane e straniere che in questo anni hanno trovato un tetto sotto cui trascorrere la notte. Sempre a S. Eufemia ci risulta non rinnovato il contratto anche per la “Casa Shalom”, un’altra struttura di accoglienza notturna per persone senza fissa dimora, realizzata in uno stabile affidato nel 2013 in comodato d’uso dal Comune alla parrocchia. Progetti di forte impatto sociale, portati avanti in questi anni grazie all’encomiabile e instancabile opera della Caritas Diocesana, della parrocchia e dei tanti volontari che si sono messi a servizio della comunità con passione e dedizione.

Luoghi che hanno rappresentato punti di aggregazione e di partecipazione per tutta la comunità di S. Eufemia. Chiediamo all’amministrazione comunale di sapere perché non si sia ancora proceduto fino ad oggi al rinnovo delle convenzioni per l’utilizzo delle due strutture. Siamo perfettamente consapevoli delle difficoltà burocratiche che possono esserci così come degli interventi di adeguamento necessari. Ma oltre la burocrazia è fondamentale, per i cittadini di S. Eufemia e per quanti hanno lavorato in questi anni a delle opere che esprimono il volto migliore della nostra città, un segnale da parte dell’amministrazione comunale, ovviamente in sinergia con la parrocchia e il mondo del volontariato, per far proseguire dei percorsi positivi di partecipazione e impegno per la comunità.

In un momento così drammatico sul piano sociale ed economico, sappiamo benissimo che far venir meno alcuni servizi fondamentali, a cominciare proprio dall’avere un tetto sotto cui dormire, significa creare condizioni di insicurezza, degrado e potenziale conflittualità sociale. Chiediamo - conclude Piccioni - con spirito costruttivo all’amministrazione comunale di dialogare con le realtà parrocchiali e associative di S. Eufemia per trovare insieme  soluzioni che consentano a dei progetti positivi per la comunità di andare avanti".