Lamezia Terme, 29 settembre 2014 - Riceviamo e pubblichiamo. Ancora allarme per le sorti della Terapia intensiva neonatale del nostro ospedale. L’anno scorso i vari Talarico, Magno avevano solennemente promesso che la nostra Tin non avrebbe chiuso. E il solito Mancuso si era prontamente accodato, giurando che avrebbe di lì a poco integrato l’organico con almeno due nuovi medici neonatologi. Oggi, problemi di allora sono addirittura peggiorati.
E siamo ormai sull’orlo del baratro della chiusura. L’ottimo primario, avvilito e anche un po’ schifato di queste continue promesse da marinai, se ne va in pensione dal 1° Ottobre; altre due dottoresse neonatologhe sono assenti perché giustamente in aspettativa per gravidanza; dei promessi due nuovi neonatologi non c’è neanche l’ombra, mentre le due neonatologhe in organico a Lamezia, ma messe in aspettativa e trasferite a Catanzaro un anno fa, sono sempre lì a fare il comodo della Tin di quella Azienda ospedaliera. Così a Lamezia fra due giorni ci saranno solo tre medici neonatologi a coprire i turni nelle 24 ore. Prologo questo a qualche già assunta decisione di chiusura. Eppure di reparti di Tin la Calabria ha estremo bisogno. A Reggio il reparto è chiuso per problemi di infezioni endemiche. A Catanzaro non hanno nemmeno spazio per ampliare il reparto e metterci più delle quattro culle che hanno. Le puerpere e i neonati prematuri calabresi sono costretti ad emigrare. Se con tutto questo non si vuol capire che mantenere la nostra Tin-Neonatologia non è uno spreco, ma un servizio dovuto a tutti i cittadini lametini e calabresi e addirittura un vantaggio economico per i malconci conti della nostra sanità, vuol dire che dietro ci sta un progetto perverso, che sacrifica una idea di risanamento equilibrato al misero interesse di bottega e di giornata. Il neo Commissario Pezzi su questo deve immediatamente intervenire. Ci sono vari modi per risolvere il problema: trovare altri neonatologi sparsi nel territorio calabrese e trasferirli anche in via provvisoria, oppure sospendere l’aspettativa alle due neonatologhe trasferite provvisoriamente a Catanzaro e farle ritornare, o altri ancora. Certo è che non possiamo accontentarci del fallimento a cui ci hanno portato questi nostri politici. E allora. Da domani cari cittadini dovremo pensare a rimboccarci le mani e ritornare a lottare per la Tin del nostro ospedale.
Nicolino Panedigrano