Ospedale Lamezia LTNLamezia Terme, 1 ottobre 2014 - "Su invito della dott.ssa Ciriaco, mi sono recato nel reparto di neonatologia e terapia intensiva neonatale dell'ospedale di Lamezia Terme. Quello che mi è stato raccontato dagli infermieri, dagli operatori e dai dottori, del reparto è veramente inaccettabile. Da oggi infatti, è andato in pensione il primario, dott. Caneva e già nei mesi scorsi altri due medici, specializzati nella terapia neonatale, sono stati trasferiti all'ospedale Pugliese di Catanzaro". 

Così, il sindaco Gianni Speranza. "Il reparto in queste condizioni rischia di chiudere e di non poter operare per salvare la vita dei piccoli nati perché, nella situazione attuale, è garantita solo l'operatività del reparto di neonatologia e non la terapia intensiva neonatale. In tutta la regione infatti, sono pochi i centri di terapia intensiva neonatale attivi e peraltro con pochi posti letto. Ma la cosa ancora più sconvolgente è che, se per i nostri neonati dovessero riscontrarsi problemi o complicazioni e i centri più vicini di Catanzaro e Cosenza dovessero risultare pieni, questi dovrebbero addirittura essere trasportati fuori regione. Questa situazione ha dell'incredibile. La terapia intensiva neonatale in città è bloccata per le scelte sciagurate di questi anni della Regione e della direzione sanitaria. E' necessario individuare subito medici esperti nel campo della terapia intensiva neonatale e distaccarli nel reparto dell'ospedale di Lamezia. E' impensabile che un reparto di terapia intensiva sia gestito da qualche dottore. Oggi, inoltre ritornerà in ospedale anche l'assessore Milena Liotta, per un incontro con il personale de reparto. Già nei giorni scorsi ho scritto al Gen. Pezzi, per un incontro sui problemi della sanità del lametino ed oggi, lancio un appello al neo commissario alla sanità regionale, affinché individui subito i profili professionali mancanti e riattivi il centro di terapia intensiva neonatale di Lamezia.  E' necessario e urgente - conclude Speranza - che venga garantito ai  neonati del nostro ospedale un servizio efficiente e tutte le cure necessarie”.

Sel: Un danno gravissimo per la regione


Sembra non esserci limite al peggio. Appena scongiurato, ma non è detta l’ultima parola, il grave ridimensionamento del Centro Trasfusionale, si prospetta oggi la caduta dell’ennesima tegola sulla testa della salute cittadina e calabrese Questa volta la cosa non riguarda solo Lamezia. Il centro di Terapia Intensiva Neonatale sta per chiudere per una gravissima carenza di organico, che non si è fatto nulla per scongiurare, se non si provvede tempestivamente a sostituire i due medici in maternità e dopo che il primario se n’è andato in pensione forse stanco delle promesse inutili del vecchio direttore generale. La TIN è una delle eccellenze, di quelle utili alla cittadinanza tutta e non  a pochissimi, del nostro ospedale, ma la politica sanitaria di Scopelliti, Talarico e Mancuso sta facendo di tutto per metterla in ginocchio. Con tre medici, è quanto è sopravvissuto alla TIN, non si regge un reparto ed infatti c’è il rischio serio di chiusura. Il fatto è estremamente pesante  perché a Vibo la TIN non c’è, a Reggio è chiusa per via di infezioni che ci sono state, a Cosenza è intasata mentre Catanzaro non ha gli spazi per numeri maggiori rispetto ai pochissimi che gestisce, per magari far fronte alla gravissima carenza che si prospetta in Regione. Perché questo significherà, nella sostanza, che se ci sono gravidanze a rischio, a Lamezia come altrove, bisognerà spesso dirottarle fuori regione. Lo stesso  accadrebbe per i neonati. E in allarme, infatti, sono i ginecologi e gli ostetrici, oltre che i pediatri, che si rendono conto di non avere, senza la TIN, un supporto fondamentale per il loro lavoro.Naturalmente fa specie ricordare come fino a qualche mese fa Talarico e Mancuso si sbracciassero nell’affermare che la TIN non avrebbe chiuso. Ma c’è poco di che meravigliarsi, ormai li conosciamo bene.Il generale Pezzi deve esserne consapevole, anche perché il problema riguarda tutta la regione e nessuno può dire che si tratta di campanile locale, considerato che da Reggio a Catanzaro ci sarebbero solo i 4 posti di quest’ultimo ospedale, assolutamente insufficienti per scongiurare l’emigrazione sanitaria  e il relativo aggravio di costi. L’emergenza dunque è seria e preoccupante per tutti: si attinga alla graduatoria esistente e si doti la TIN di Lamezia delle tre figure mediche indispensabili. Ma lo si faccia al più presto, se si vuole bene alla salute dei cittadini calabresi.

Sinistra Ecologia Libertà, circolo di Lamezia