Lamezia Terme, 21 marzo 2022 - Ancora una volta il Liceo Scientifico “G. Galilei” di Lamezia Terme ha dato spazio ampio e qualificato a una delle più rilevanti esperienze di cui sono protagonisti le Studentesse e gli Studenti, con un incontro vivace e partecipato dal titolo “Pcto: dai banchi in fabbrica. Luci e ombre”.
L’evento formativo si è posto un obiettivo importante e ambizioso: illustrare il Percorso, illuminandone il merito formativo, senza tuttavia celarne le zone buie, probabilmente non adeguatamente considerate dal legislatore del 2015.
E così, ad attraversare questo campo minato, introdotto dai saluti qualificati ed empatici della dirigente, Teresa A. Goffredo, che in overture ha invitato la platea a un ricordo commosso dei 2 ragazzi, Lorenzo e Giuseppe, tragicamente scomparsi a causa e in occasione di detta esperienza formativa, si è passata la parola alle immagini, con la proiezione di brevi filmati. Gli studenti hanno commentato in maniera composta ed equilibrata, riuscendo bene a cogliere la sintesi della tematica affrontata. A seguire, l’intervento tecnico del Dott. Renato Giardino, già funzionario Spisal presso l’Asp di Lamezia Terme, che ha guidato gli ascoltatori, attenti e curiosi, lungo la giungla normativa che caratterizza il settore, e che ha visto i suoi primi passi attorno alla metà del secolo scorso. L’attuale normativa per la tutela della sicurezza e salute dei lavoratori, il d.lgs. 81/08, fornisce chiare prescrizioni che il Datore di Lavoro ha l’obbligo di adottare per garantire un ambiente di lavoro sano e sicuro nei confronti dei propri lavoratori.
Tuttavia, numerosi e tragici infortuni hanno dimostrato che l’applicazione anche pedissequa di tutti i prescritti obblighi, è risultata insufficiente. Ma ecco irrompere un concetto “semplice” quanto rivoluzionario: la temeraria scommessa può essere vinta solo se il datore di lavoro riuscirà a far circolare, come un virus buono, la «cultura della sicurezza», uno dei più efficaci strumenti di prevenzione in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. E’ un vero e proprio ribaltamento concettuale, che, per funzionare, non può minimamente indulgere ad aggiustamenti e/o ridimensionamenti di sorta; solo se ne rispetta l’essenza diventerà un vero e proprio generatore di valore per l’impresa.
Questi stessi concetti possono essere mutuati e applicati in seno alla cosiddetta “Alternanza Scuola Lavoro”, forma primigenia dell’attuale Pcto, Percorso competenze trasversali e orientamento-, introdotta nell’ordinamento scolastico come metodologia didattica per la realizzazione dei corsi del secondo ciclo che ha come obiettivo assicurare ai giovani, tra i 15 e i 18 anni, oltre alle conoscenze di base, l’acquisizione di competenze spendibili nel mercato del lavoro, poiché dal punto di vista normativo, Studenti, Stagisti, Tirocinanti, sono, a tutti gli effetti “Lavoratori”; e, come tali, nel corso degli anni, sono stati vittime di infortuni. Tantissime, a oggi, le criticità che necessitano di essere studiate, integrate e superate, sulla base delle indicazioni prescritte dal d.lgs. 81/08.E Scuola e Struttura ospitante non possono più deflettere da un impegno sinergico, per la realizzazione reciproca della cultura della salute e sicurezza a tutela degli Studenti / Lavoratori attraverso la costruzione e la promozione di valori condivisi, che passano dal rispetto di regole, norme e procedure.
La Senatrice Bianca Laura Granato è intervenuta in merito ai numerosi vulnus dell’istituto dell’Alternanza scuola lavoro, facendo riferimento ad un suo disegno di legge in merito presentato in Senato nel 2018, in cui si correggevano alcune delle più evidenti disfunzioni. Innanzitutto la sovrapposizione del curricolo dell’Alternanza (oggi Pcto) con quello delle discipline del piano di studi delle diverse istituzioni scolastiche di secondo grado, poi la frequente non attinenza all’indirizzo prescelto, la mancanza di adeguati fondi per il finanziamento di queste attività, lo sfruttamento improprio in taluni casi degli studenti come forza lavoro senza retribuzione, la pericolosità di alcuni tipi di esperienze, che dovrebbero essere tradotte piuttosto in tirocini formativi con un’adeguata mediazione da parte dei tutor senza esposizione dei ragazzi ad alcun tipo di rischio.
I qualificati e affatto teorici interventi sono stati moderati dall’avvocato Gianfranca Bevilacqua, docente dell’Istituto, che ha evidenziato la necessità, a cura del legislatore, di un percorso dal basso verso l’alto lasciandosi sempre illuminare dalla Costituzione.