Carcere Lamezia cellulari blindati Lamezia Terme, 17 novembre 2014 - Riceviamo e pubblichiamo. Non si parla più della riapertura della casa circondariale “San Francesco” della nostra città. E’ forse calato  definitivamente il sipario su questo importante problema? Il carcere diLamezia Terme, è opportuno ricordare ai più distratti, è stato chiuso frettolosamente a fine marzo di quest’anno a causa di una scellerata scelta del Provveditore all’Amministrazione Penitenziaria della Calabria.

Probabilmente,l’istituto di pena di Lamezia è stato soppresso al fine di trasferire in toto l’intero reparto della Polizia Penitenziaria (circa sessanta uomini) dallo stesso carcere lametino alla nuova ala del carcere catanzarese di Siano di recente inaugurazione, altrimenti, lo stesso padiglione non sarebbe potuto entrare in funzione per carenza di poliziotti. Allo stato attuale nessun decreto di chiusura risulta essere firmato al ministero della Giustizia, anche perché, con il sovraffollamento delle carceri italiane, il ministro della Giustizia non può prendersi il lusso di chiudere alcun carcere. La casa circondariale “ San Francesco”, di recente ristrutturazione ( anno 2004), è una struttura molto curata e, con delle semplici modifiche poco costose, può ospitare fino a 100 detenuti. Inoltre, è uno dei pochi istituti di pena, se non l’unico, ad avere le docce all’interno delle celle. Ancora, è importante portare a conoscenza di quei personaggi che non conoscono la storia della loro e nostra Città, che durante gli anni in cui l’Italia era oppressa dalle brigate rosse, il nostro carcere fu scelto dal Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa per la detenzione di alcune brigatiste pericolose. La scelta non fu casuale, ma dettata dalla sicurezza che l’istituto di pena offriva allora e offre tutt’ora. La classe politica lametina, ancora una volta, è rimasta e rimane  indifferente dinnanzi al chiusura dell’istituto di pena lametino ma, la cosa che lascia l’amaro in bocca è che finora non è stata presentata nessuna interrogazione parlamentare al ministro competente, sia da parte dell’onorevole Galati, sia da parte della senatrice Lo Moro. Quest’ultima, addirittura, si è premurata, interrogando il ministro della Giustizia dell’epoca, per la riapertura del carcere di Laureana di Borrello e, non alza un dito per la riapertura del carcere lametino. Certamente, ciò non fa onore alla senatrice Doris Lo Moro che, come il suo collega Pino Galati, oggi se fanno parte del parlamento italiano lo devono soprattutto a Lamezia e ai lametini. La casa circondariale “San Francesco” deve riaprire e subito e, l’intero reparto della Polizia Penitenziaria deve ritornare nella città della Piana. Bisogna smetterla una volta per tutte di saccheggiare Lamezia per favorire Catanzaro e, la classe politica lametina deve uscire una volta per tutte dal letargo che la caratterizza da sempre e dal continuo asservimento alla classe politica catanzarese.

Ass. Lamezia Libera
Il presidente
Francescantonio Mercuri