Ruberto palco grandinettiLamezia Terme, 24 dicembre 2014 - Bagno di folla (oltre un migliaio i presenti) al teatro comunale Grandinetti per la prima uscita ufficiale di Pasqualino Ruberto, candidato a sindaco per la città di Lamezia Terme. Anche se con netto anticipo (si voterà forse a maggio), l'attuale presidente della Fondazione Calabria Etica e leader del Movimento Labor, ha subito messo alcuni paletti all'interno dell'area di riferimento che è il centrodestra.

"O primarie di coalizione - ha evidenziato - o faccio un passo indietro se c'è un candidato luminare (uno "scienziato") che sappia davvero imprimere una svolta a questa città". In sostanza, Ruberto ha sì lasciato una porta aperta al confronto-dialogo, ma anche ammonito l'area di riferimento. Come dire: se non volete le primarie e non c'è un luminare, faccio da me e vado spedito con le mie liste e con circa 150 candidati già pronti a correre per lui. Ruberto, ha poi accennato per grandi linee a quello che dovrebbe esser il suo programma elettorale, e anche se non scoprendo tutte le carte, ha parlato di due grandi sogni realizzabli: dalla bonifica dell'area del fiume Bagni per realzzare un parco fluviale che parta dalle colline sopra Lamezia ovest, alla bonifica dell'ex area industriale Sir. Quindi, ha spaziato sui temi caldi: lavoro, smantellamento campo Rom, commercio, crisi della Multiservizi e via discorrendo. Parlando di una città che dovrà tornare ad essere accogliente, grande e motore della Calabria. "La sinistra a Lamezia, o meglio una parte della sinistra - haRuberto teatro pubblico detto - mi attacca perché con Calabria Etica ho creato in questi anni centinaia di posti di lavoro, cose da non credere. Si tratta di lavoratori a progetto che alla fine porteranno solo utili alla Regione Calabria perché si impegnano nei loro progetti, con grande professionalità e competenze". Ma, il "piatto" forte della serata è arrivato quando Ruberto ha chiaramente detto di non volere alleanze con chi "fino ad oggi ha imbrogliato la città. Fatto accordi trasversali con il centrosinistra che in questa città è minoranza e da 20 anni governa sempre". Chiaro il riferimento ai "maggiorenti del centrodestra", invitati da Ruberto a "candidarsi in prima persona". Dai parlamentari attuali  ed ex, ai consiglieri regionali. Insomma, se si corre lealmente si vince. Senza accordi sottobanco con i competitor di altri schieramenti. "Non voglio con me - ha tuonato - quei personaggi che negli ultimi decenni hanno rivestito ruoli di primissimo piano nelle istituzioni e non hanno fatto nulla per la città, anzi con essi Lamezia ha fatto solo passi indietro". Insomma, la sfida è stata lanciata. Di certo, Ruberto ha scosso un centrodestra che sonnecchia e che dopo le Regionali è in piena crisi. Comunque vada, Lamezia ha bisogno di una guida autorevole che sappia attrarre investimenti europei perché, così come ha rimarcato Ruberto, "le precedenti Amministrazione a guida Speranza, hanno portato la città al dissesto, se è vero come è vero che ci vogliono dieci anni per rientrare dal debito. Bisogna creare le condizioni per attrarre investimenti comunitari e privati per rilanciare l'economia".