De Biase SalvatoreLamezia Terme, 24 dicembre 2014 - Riceviamo e pubblichiamo. Inizio con l’esprimere gratitudine per l’incarico Enotecale ricevuto, il quale seppur incerto, senza risorse, senza collaboratori, senza una sede, con una gestione che doveva gravare sui soci, senza un logo registrato, offro a fine anno all’Udc, una parte essenziale del lavoro concluso:

la nomina del revisore dei conti e della commissione scientifica, la partecipazione al Vinitaly, la registrazione di un domino web, l’offerta un’applicazione sul telefonino a tutti i soci, per una mappatura generale e storica delle aziende, la partecipazione al progetto Lamezia Europa, due sedi regionali a Lamezia, 50 aziende associate, enti provinciali-comunali, ecc, la possibilità di aprire centri vetrina presso gli aeroporti; corsi di formazione presso le sedi, visite guidate presso le aziende associate, la carta dei vini, corsi di sommelier, progetti estivi per calici sotto le stelle, con la conclusione, a Gennaio, della prossima inaugurazione a Lamezia delle Casa dei Vini, dopo aver faticato per avere una struttura comunale;
Questo sul piano della rappresentanza istituzionale.
Sul piano politico invece, preciso che seppur con nessuna delega, (se non quella autonomamente ritagliatami vedasi commissione sanità), ho offerto il mio impegno quotidiano sulla stampa, diretto e indiretto, nelle tv, con la presenza nei vari confronti pubblici a sostegno di una sanità contestata e non solo, e a difesa dell’UDC, senza tralasciare aspetti regionali e provinciali;
Sulla mancata capitalizzazione delle figura storica del Presidente del Consiglio lametino, moltissime sono state le sollecitazioni non considerate, così come non osservate le assenze di manifestazioni e proposte,  per una maggiore visibilità dell’UDC, nello scenario complessivo, specie comunale, e da qui i correttivi da porre in essere non ascoltate, con la richiesta di un cambio di marcia, concordata sempre a parole, ma nei fatti non realizzata, con un partito statico, fino al punto di registrare perdite di uomini e voti;
Sul piano provinciale, invece, il partito ha mostrato molte disarticolazioni, che hanno obbligato  per esempio il già Vice Segretario del tempo, Francesco De Biase, ad una presa di posizione inascoltata dal partito e quindi alle relative dimissioni, senza che ciò, provocasse nessuna reazione e attenzione, per poi, constatare a distanza, fughe gravi di quei Dirigenti.
A continuare le Elezioni provinciali, di Francesco De Biase, richiesti all’ultimo momento, con un impegno DICHIARATO e non praticato da parte del partito e lasciato invece quasi solo. A fronte di ciò, seppur dopo una vittoria emblematica, nessuna nota di plauso, così come  nessuna nota di solidarietà dopo il ricorso che ha visto l’unica rappresentanza dell’Udc in Calabria, fuori dalla Provincia.
Si è giunti all’ultima competizione regionale, con la consapevolezza di un ritardo e una moltitudine di errori organizzativi, di limitata proposta politica, e quindi la necessità di un cambio di marcia, che di fatto, non vi è stato. L’unico cambio verificatosi è, il mantenimento di una organizzazione e di una linea perdente, dove sinanche in campagna elettorale si affermava di collaborare, successivamente, con il Presidente Oliverio, in linea con l’accordo di governo romano, per attuare in Calabria la sperimentazione di una alleanza popolare da ripetersi su tutto il territorio.
Nel frattempo però ci si dimentica che per tutti i motivi espressi  rappresentanti del peso di: Tassone- Occhiuto- Dattola- Gallo- e per poco anche l’assessore uscente Michele Trematerra, andavano via. Sul piano provinciale ancora peggio, la fuga copiosa di intere aree comunali e provinciali;
Risultato? UDC in mezzo al mare e completamente assorbito da NCD;
Cosa rimane dei valori comuni ?? L’Amarezza per tutto ciò che è stato, e l’illusione dei mancati impegni, per concordare una fase nuova;
Da qui, richieste di ulteriori confronti con il vertice del partito, ciò al fine di registrare un possibile cambio di marcia, ma il principio espresso solennemente è: la linea politica non si cambia, gli uomini che la  gestiscono sono quelli di sempre, chi vuole rimanere senza ma e senza se, altrimenti ognuno scelga !!! Ergo: Viva un partito che non capitalizza i propri dirigenti, non ha interesse verso il confronto, non vede che vanno via in tanti da incaricati e non perché non hanno avuto, favorendo così lo stimolo per altri, di andare via, non per scelta, ma per costrizione.
Insomma un partito che ha sempre bisogno di annettersi per perdere e non avere quindi un proprio progetto politico: constatato che di volta in volta, l’UDC si annetteva ora  nelle braccia di Mario Monti e a continuare in quelle di Alfano, per giungere alla campagna elettorale Regionale, con una lista dell’ultimo minuto, con collegi vuoti, come quello di RC e di Crotone!!

Salvatore De Biase