Teatro Umberto2Lamezia Terme, 18 gennaio 2015 - “La Massoneria è amore e insegna ad amare. La donazione è un atto di grande generosità, la Gran Loggia d’Italia vuole esprimere questi sentimenti positivi, rifuggendo idee poco aderenti alla realtà che spesso i cittadini si fanno della nostra istituzione a causa di falsi miti e della mancata attuazione della legge sull’associazionismo. Noi vogliamo operare alla luce del sole e lo stiamo con iniziative culturali come questa che si innesta in un programma triennale ben preciso di apertura al mondo profano”.

Così il Gran Maestro Aggiunto della Gran Loggia d’Italia degli Antichi Liberi Accettati Muratori Vincenzo Romano ha introdotto il convegno “E la vita continua… la donazione come manifestazione etica dell’uomo” promosso dall’Ispettorato regionale di Propaganda della regione massonica calabra, con il coinvolgimento della Commissione di bioetica e dell’Aido. L’iniziativa, che si è svolta ieri al teatro Umberto di Lamezia Terme, è stata aperta dalla proiezione del cortometraggio “E la vita continua” di Pino Quartullo, presentato al 69mo Festival internazionale del cinema di Venezia. Il Gran Maestro Aggiunto Vincenzo Romano ha letto un’accorata lettera di sentita partecipazione inviata dal Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro Antonio Binni, che ha tra l’altro origini calabresi, impossibilitato a presenziare per altri inderogabili impegni istituzionali. L’argomento della donazione degli organi è stata affrontata nel merito dagli interventi, moderati dall’Ispettore regionale di Propaganda Maria Gabriella Ferraro, dal presidente nazionale dell’Aido Vincenzo Passarelli, dal direttore del Centro trapianti di Reggio Calabria Pellegrino Mancini e dalla coordinatrice d’area donazioni e trapianti dell’ospedale di Catanzaro Pugliese-Ciaccio Elisabetta Macrina. A fronte di dati poco confortanti, che relegano la Calabria in fondo alla lista delle regioni attive sul fronte delle donazioni, unanime è l’invito a diffondere il più possibile la cultura della donazione per restituire la vita a chi attende il trapianto degli organi. Molto toccante è stata la testimonianza di un padre che ha perso la figlia di 24 anni a causa di un aneurisma e che oggi presiede una sezione Aido intercomunale nel catanzarese. Le conclusioni sono state affidate al Gran Maestro Aggiunto della Gran Loggia d’Italia Renato Ariano che riveste anche il ruolo di presidente della Commissione di bioetica. E’ significativa l’immagine del pellicano, molto cara alla Massoneria, richiamata nel corso del convegno. Il gesto compiuto da questo uccello di curvare il profondo becco per far mangiare i piccoli ha indotto al mito dello squarciarsi il petto per sfamare i propri figli, assurgendo così a simbolo della carità. “La donazione è uno dei temi più attuali di bioetica”, ha proseguito Ariano, anche perché si lega a diversi problemi ancora irrisolti come la scelta del paziente al quale trapiantare gli organi, lasciati a una certa discrezionalità dei medici. Come si fa a decidere? Con quali criteri? Chi arriva prima o chi è più grave? Sono quesiti che richiedono una profonda riflessione. Ma soprattutto occorre chiedersi seriamente se diventare donatori di organi, con una dichiarazione di volontà che si può esprimere in vita e si può consegnare all’Aido o ai Comuni. “Questo gesto non va fatto sull’onda dell’emotività –ammonisce Ariano- ma deve essere una scelta ragionata”.