Lamezia Terme, 8 lglio 2015 - "Il Coisp ha più volte segnalato la mancata attribuzione del buono pasto a tutto il personale che presta servizio presso gli Uffici riconosciuti quali sedi disagiate nella provincia di Catanzaro, ed in particolare quegli Uffici o Reparti sprovvisti di mensa funzionante".
Così, una nota del segretario nazionale del Coisp (Coordinamento per l'indipendenza sindacale delle forza di polizia). "La natura stessa del riconoscimento di sede disagiata, definita in base ad oggettivi criteri di disagio ambientale, evidenzia le criticità delle strutture operanti nella città di Lamezia Terme, il cui personale non può accettare di essere escluso dal riconoscimento della corresponsione del beneficio del buono pasto. Appare paradossale come la normativa che disciplina la materia venga 'interpretata', nel caso di specie, in modo anacronistico e restrittivo, danneggiando oltremodo i Poliziotti che già operano in contesti sociali particolarmente complessi e difficili. Nell’articolo 1 della legge n. 203/89 sono previsti i casi in cui al personale della Polizia di Stato è riconosciuto il diritto a fruire della mensa obbligatoria di servizio. In particolare, la lett. C) ne riconosce il diritto anche 'al personale impiegato in servizio di ordine e sicurezza pubblica o soccorso pubblico in località di preminente interesse operativo ed in situazioni di grave disagio ambientale'. Al successivo art. 2 sono, altresì, previste le modalità con cui deve avvenire la fruizione, ossia o presso le strutture di mensa gestite direttamente dall’Amministrazione o mediante appalto, ovvero ricorrendo ad esercizi privati di ristorazione, attraverso la stipula di contratti. Successivamente, l’art. 35 del D.P.R. n. 254/99, nelle fattispecie disciplinate dall'articolo 1, comma 1 lettera b) della legge n. 203/89 (personale impiegato in servizi di istituto, specificamente a permanere sul luogo di servizio o che non può allontanarsene per il tempo necessario per la consumazione dei pasti presso il proprio domicilio), in luogo del ricorso ad esercizi privati, ha previsto anche la possibilità di erogare il buono pasto giornaliero. La circolare del Capo della Polizia recante Prot. 750.C.1/1664 del 13/6/2001, con cui sono stati diramati i criteri e le modalità di attribuzione del buono pasto, evidenziava il carattere sperimentale ed innovativo dell’attribuzione dei ticket come una 'modalità nuova di vettovagliamento, alternativa al sistema delle convenzioni con punti di ristoro privati', al quale si faceva in precedenza esclusivamente ricorso per garantire il vitto presso le strutture sprovviste di mense di servizio. Nella stessa circolare veniva specificato inoltre che 'il buono pasto può rappresentare una valida alternativa al trattamento alimentare tradizionale, perché consentirebbe la fruizione di un pasto "veloce" finalizzata al rientro in ufficio in tempi brevi', con ciò testimoniando come già nel 2001era intendimento dell’Amministrazione, in prospettiva, porre allo studio soluzioni intese a razionalizzare il servizio di vettovagliamento tenendo conto delle esigenze del personale delle varie sedi. La possibilità di utilizzare i buoni pasto in luogo delle convenzioni costituisce, peraltro, anche un atto di buona amministrazione, per i ben noti vantaggi economici che comporta rispetto alle convenzioni con gli esercizi privati. Infatti, gli importi generalmente stabiliti nei contratti con ristoratori privati sono ben superiori ai 7 euro attualmente stabiliti per il buono pasto. Senza considerare che per la gestione amministrativa comporta la necessità di una verifica quotidiana del personale in forza che ha effettivamente fruito del servizio mensa il giorno prima, nonché una contabilità mensile con riscontro delle relative fatture che pervengono a distanza di mesi dalla fruizione, in luogo della semplice contabilizzazione mensile a consuntivo dei buoni pasto. Inoltre, essendo il personale molte volte impiegato per lo più in attività operative anche per 10 ore consecutive tra orario di servizio ordinario e servizio di straordinario programmato, con una pausa di soli 30 minuti, di fatto è impossibile fruire il pasto, con la conseguente necessità di rivedere gli orari di lavoro a discapito sia del personale che dell’Amministrazione stessa. Pertanto - conclude la nota - questa organizzazione sindacale in considerazione di quanto rappresentato, chiede un urgente e risolutivo intervento di codesto Ufficio che consenta, in virtù dell’applicazione sinergica delle previsioni normative enunciate, di attribuire al personale degli Uffici in parola il ticket restaurant in luogo delle antieconomiche convenzioni con esercizi commerciali".