Lamezia Terme, 8 agosto 2014 - Dal Gruppo consiliare Progetto Lamezia (Vittorio Paola, capogruppo, Eugenio Carnovale, Giandomenico Crapis, Nicola Palazzo, Antonello Sdanganelli, Emilio Vescio) si registra un'altra denuncia in tema di inquinamento e non funzionamento dei depuratori.
"Dopo il recente intervento della procura di Lamezia Terme e le indagini in corso da parte delle procure con competenza sulla costa tirrenica calabrese, su depurazione ed inquinamento marino - si legge in uan nota - emergono almeno due elementi inquietanti, giammai risolti, sullo stato delle coste tirreniche calabresi: le chiazze e le bolle verdognole che infestano le nostre acque sono liquami e sostanze repellenti pericolose, non sottoposte ad idoneo smaltimento; il mancato funzionamento o, addirittura, la mancanza di depurazione in alcuni comuni calabresi rivieraschi e del versante collinare e montano pensano di praticare la politica ambientale liberandosi, abusivamente, degli scarichi prodotti dai loro cittadini nei corsi d'acqua che giungono fino al mare.Pur saturo di dirigenti e dipendenti arruolati di recente - prosegue la nota che stigmatizza le responsabilità dell'Arpacal - dovrebbe svolgere un peculiare controllo sull’inquinamento del mare, che, in effetti, non è percepito dai cittadini; dinanzi ai conclamati e gravi guasti ed all'inerzia su riferiti, occorre verificare responsabilità ed adottare severi rimedi, in considerazione del continuativo stato di illiceità di cui i soggetti dianzi indicati si sono resi responsabili". Pertanto, il Gruppo di Progetto Lamezia presenta istanza al prefetto chiedendo che: "ricorrendo le condizioni previste dall’art. 142 comma 1 d.lgs.267/2000 (“atti contrari alla Costituzione o per gravi e persistenti violazioni di legge o per gravi motivi di ordine pubblico”), sia valutata la necessità di procedere alla rimozione dei Sindaci ed amministratori ritenuti responsabili del mancato o inadeguato si proceda ad un’indagine ispettiva diretta a verificare il reale esercizio dei compiti finora svolto dall’Arpacal in materia di depurazione ed inquinamento marino, rispetto all’emergenza descritta in narrativa".