Lamezia Terme, 13 dicembre 2013 - Riceviamo e pubblichiamo. Il prof. Iorio, che dobbiamo tutti ringraziare perché lavora gratis per riparare i danni prodotti dai super pagati dirigenti di Speranza, ha una sua teoria sul disavanzo di bilancio.
Sarebbe dovuto al fatto che il Comune non riesce a incassare i tributi perché i lametini, sopraffatti dalla sopravvenuta povertà provocata dalla crisi in atto, sarebbero “impossibilitati spesso a fare fronte al pagamento delle tasse”. Siccome però si parla della mancata riscossione dell'80% sia dell'Ici che della Tarsu che delle mense scolastiche, il prof. Iorio per dare una mano al Sindaco finisce per descrivere una Lamezia con una massa talmente impressionante di poveri da ricordare Calcutta. È evidente che così non è. Il sindaco farebbe bene a cercare e soprattutto indicare con nome e cognome quelli tra i suoi super dirigenti che sono stati colpevoli di questo drammatico imbroglio. Per differenziarsi basterebbe a Speranza di assumersi le sue responsabilità senza il solito scarica barile. Perché è stato lui a scegliersi i dirigenti e poi a non controllarne l'operato. Altrimenti sembra di sentire la solita litania di Berlusconi, che ci ha portato al disastro, ma sempre a sua insaputa e per colpa di qualcun altro. Quanto alle accuse di pochezza, disonestà politica, velenosità e maldipancia che Sel, a corto di argomenti, ci cuce addosso, sono l'astio del cerchio magico di cui Speranza si circonda e che vede franare il terreno, e qualcuno le prebende, sotto i piedi e, invece di provare a costruire un nuovo rilancio del centrosinistra, prova a distruggere l'immagine di quelle associazioni e di quegli uomini liberi che non sono ricattabili perché non hanno mai chiesto nulla per se stessi, avendo avuto in questi anni solo il difetto di chiamare le cose con il loro nome. Come continueremo a fare, giusto per non smentirci, rispetto all'idea insensata del sindaco di uscire dal disastro del disavanzo vendendo tutti i beni patrimoniali non indispensabili del Comune e, tra questi, anche quel teatro Grandinetti di Lamezia est e quel Cinema Grandinetti di Lamezia ovest che ha da poco acquistato a peso d'oro. Con la crisi che c'è e che lo stesso prof. Iorio richiama non si capisce chi dovrebbe comprarli. Una cosa però è certa. Se qualcuno alla fine li comprasse li prenderebbe a prezzi stracciati. E questo, tanto per cambiare, non può che farci ricordare la sballatissima operazione di Penati sull'acquisto e vendita delle azioni della “Milano Serravalle”.
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