Lamezia Terme, 26 dicembre 2013 - Riceviamo e pubblichiamo. Nell'omelia Natalizia sono venute parole chiare e nette dal Vescovo monsignor Cantafora sui mali che affliggono la città. Non si può non condividere quanto affermato dal Prelato. A Lamezia agiscono specialisti del malaffare e sono in tanti che vivono di clientelismo e corruzione.
Lamezia è stata, e per molti versi ancora è, ostaggio dei "professionisti della precarietà sociale, istituzionale e politica", fenomeni che hanno alimentato la cultura mafiosa e la crescita diffusa della degenerazione e del mancato rispetto di qualsiasi regola. Sono quegli stessi "professionisti" falsi profeti dello sviluppo, i quali, piuttosto che combattere la 'ndrangheta, scelgono sempre di mettere nel loro mirino ammnistratori onesti, singoli cittadini e associazioni schierati dalla parte della legalità, per l'uso ordinato del territorio, per appalti trasparenti, per la crescita della democrazia e per la politica pulita, contro il "pizzo", le estorsioni e le mazzette. Questi profeti sono presenti in tutti i gangli della società e trovano ascolto ai diversi livelli del potere. Il bene di Lamezia può esserci solo liberandosi da questi "falsi profeti" i quali sfruttano ogni occasione per affermare i loro interessi e per condizionare e sottomettere vita cittadina. In questa fase si può determinare la necessaria svolta, specie se si utilizzano gli spazi che si sono aperti con le operazioni "Medusa" e "Perseo" e se si collabora per squarciare definitivamente il velo dell'omertà per consentire agli organi inquirenti una più efficace azione di pulizia dalla 'ndrangheta e dal malaffare, per affermare nel contempo i valori dell' onestà, della giustizia, della moralità pubblica e la cultura democratica.
Costantino Fittante