Discarica Bagni LameziaLamezia Terme, 5 marzo 2014 - "Desta seria preoccupazione la mistificazione della realtà che il Comune continua, boriosamente, a propagandare in materia di rifiuti e raccolta differenziata". Così, una nota del Movimento Cinquestelle Lamezia in replica ai dati forniti dal Comune nei giorni scorsi.

"Eravamo recentemente intervenuti sulla stampa - prosegue la nota - fornendo la percentuale reale della raccolta differenziata a Lamezia Terme e spiegando che, anche considerando veritiera quella del 31% indicata dall’ Arpacal (in realtà viziata in eccesso), il nostro comune non si avvantaggia di alcuno dei concreti benefici che deriverebbero dall’attuazione seria della strategia Rifiuti Zero: tutela della salute pubblica, tutela dell’ambiente, risparmio economico e creazione di posti di lavoro. Per tutta risposta, l’Amministrazione ha pubblicato un comunicato che, lungi dal rappresentare una smentita, appare come una inaudita e gravissima presa in giro di tutti i cittadini: 1) Il report annuale dell'Arpacal, preso a riferimento dal Comune, non è fondato su autonome rilevazioni effettuate dall'Arpacal stessa ma riporta le autodichiarazioni della Multiservizi per cui chiediamo che vengano pubblicato i dati ufficiali risultanti dai MUD (Modelli Unici di Dichiarazione); 2) Prendendo come riferimento il report Arpacal (si ribadisce non veritiero) risulterebbe comunque che rispetto alla media regionale, Lamezia è in controtendenza negativa poichè il dato della raccolta differenziata nella Regione Calabria è pari ad un + 4,73% passando dall'11,61% del 2011 al 16,34% del 2012, il Comune di Lamezia Terme registra, invece un +4,59% (meno della media regionale) passando dal 26,50% del 2011 e 31,09% del 2012; 3) Il contributo Conai, Consorzio Nazionale Imballaggi, che il Comune dichiara di ricevere per la plastica nella misura di € 291,62/t non collima con l’accordo ANCI/CONAI 2009/2013 che prevede per il pagamento della plastica pulita, il contributo di € 276,00/t. e, in ogni caso, tale contributo non è nemmeno incassato dal Comune che per "pulire" la raccolta differenziata spende di più di quanto ricava. Chiediamo quindi che vengano esibiti i dati contabili della Multiservizi con singole voci di entrata e di spesa. 4) il Comune ammette implicitamente che la raccolta differenziata porta a porta serve solo 25.000 abitanti a fronte degli oltre 70.000 residenti a Lamezia, ma non ne spiega il motivo trincerandosi dietro ad un presunto 72% di differenziata solo per le 9000 utenze servite dal porta a porta:se tale dato fosse vero, non si capirebbe cosa osta al raggiungimento di percentuali più elevate laddove si fa il porta a porta e significherebbe che per gli altri due terzi di cittadini (45.000) la raccolta differenziata si attesterebbe su di un modestissimo 8,2%,; 5) Il Comune mente spudoratamente sul numero di utenze servite dal porta a porta nel comune di Capannori che avevamo preso come esempio virtuoso: basta andare sul sito del Comune stesso e verificare infatti che a Capannori si è passati da 600 cittadini serviti con il porta a porta nel 2005 a 45.662 già nel 2010, equivalenti al 100% della popolazione comunale; 6)da "furbetti del quartierino", poi, la trasformazione di tutte le quantità riportate nel report Arpacal da tonnellate in chili esattamente Kg/abitante/anno ma, in ogni caso, qualunque sia il calcolo adottato, rimane confermato che Lameziaè l’unica città al mondo che spende più di quanto ricava dal servizio di RD porta a porta, perchè lo fa male, in modo incompleto, e non ottimizza i contributi Conai che (i dati confermano) sono molto inferiori a quelli dichiarati dai nostri buontemponi lametini. Già, perché a prescindere dai numeri e dai dati, quasi tutti errati, snocciolati nel comunicato del comune, con tanto di tabella, per confonderei cittadini intorbidendo ancor più le acque in cui questa pessima amministrazione sta galleggiando, la smentita del comune sembrerebbe proprio una barzelletta di cattivo gusto declamata in casa di un malato grave! Cari signori, stiamo parlando di salute dei nostri e vostri cari, di inquinamento e decoro urbano, non delle squallide scaramucce, senza alcun senso, a cui assistiamo ripetutamente in Consiglio Comunale e non solo! Stiamo parlando delle discariche disseminate nel nostro territorio che, all’insaputa dei cittadini, sono vere bombe ecologiche che stanno già danneggiando i campi circostanti, come quella presente su via San Bruno (nella foto). Ribadiamo quindi il nostro interrogativo al sindaco: spieghi perché in otto anni di sua amministrazione - conclude la nota - non ha applicato la strategia Rifiuti Zero o altra equivalente e venga a spiegarlo a noi ed ai cittadini in un confronto pubblico nelle sede che riterrà più opportuna!".