Lamezia Terme, 16 aprile 2014 - Riceviamo e pubblichiamo. Ascoltando le parole del sindaco Speranza e dei sui fidati sulla questione dissesto, non so se è meglio piangere o ridere, sicuramente rimane un fatto inconfutabile questa Amministrazione comunale di centrosinistra rimane in assoluto la più insufficiente e la più parolaia della storia di Lamezia Terme, capace solo di impoverire l’economia locale, creando migliaia di disoccupati, e di preferire rom ed extracomunitari agli italiani.
Il nostro sindaco si erge a salvatore della patria, giocando tutto sull’aspetto della comunicazione, in gergo creando una sorta di false flag, nei fatti non è riuscito ad amministrare nemmeno l’ordinario, visto che di strategico in questa città non c’è nulla, anzi qualsiasi investitore è terrorizzato al sol pensiero di investire a Lamezia per il semplice fatto di dover dialogare con questa amministrazione comunale. Volutamente il sindaco dimentica che tutto questo polverone lo ha creato lui e la macchina amministrativa da lui guidata, creando un buco di bilancio di 5.000.000 euro di euro certificati dalla corte dei conti regionale, questi sono i fatti. Oggi è stato scongiurato l’ istituto del dissesto per un fatto molto semplice, il debito creato, e che rimane, sarà totalmente a carico dei cittadini con l’inasprimento al massimo di tutte le tasse, Imu (prima e seconda casa), IRPEF, TARSU, ACQUA, per il tramite del bilancio 2013, insomma un aumento medio per famiglie e aziende lametine di circa 1000 annui, che comporterà la chiusura di ben 40 aziende nel 2014 una vicenda raccapricciante dalla serie “tu fai i danni e io pago”. Ecco spiegato l’accanimento del Sindaco e del centro sinistra lametino verso i sui concittadini, tramite i ricorsi per far rimanere al massimo le aliquote IMU e IRPEF, si ricorre con i soldi dei cittadini contro i cittadini stessi, imitando i peggiori despota della storia, sembra paradossale ma l’amministrazione comunale spera di vincere questi ricorsi per mantenere i conti in ordine, altrimenti ecco di nuovo “ il buco che ritorna”, un bel pasticcio che si riverserà sulle future amministrazioni. Si dice che non ci sono stati sprechi, anche questo non corrisponde al vero, solo per citare un caso, la delibera di Giunta Comunale anno 2011 ad personam(si chiama proprio così) di ben 20.000 euro a favore dell’ allora Dirigente D’Ambrosio, non bastavano i 100.000 annui altri 20.000 euro tolti ai lametini alla collettività e messi nelle tasche di mega dirigenti, che non hanno prodotto nessun risultato concreto alla città tanto che sono stati poi revocati.A cosa serve una struttura costosissima come l’Urban Center( da fonti di bilancio circa 300.000 annui) cosa ha prodotto oltre che a partecipare ad un bando pubblico? Per non parlare del Dirigente Pulella, prima mandato via e poi riassorbito, pagandolo profumatamente, proprio mentre fuori dal palazzo molte persone non ha un tozzo di pane da mangiare, o dei continui sussidi a rom e ed extracomunitari, tutto a spese del contribuente lametino, vogliamo parlare di dirigenti che si auto liquidano indennità?( abbiamo visto a Reggio per una vicenda simile come è andata finire) . C’è poco da gioire, meglio tacere e chiedere scusa ad un città intera. Si attaccano i Consiglieri che non hanno approvato nel dicembre 2013 il bilancio lacrime e sangue, solo perché hanno difeso i cittadini, tutto ciò dimenticando che quando il sindaco rimarca un aspetto “sono senza maggioranza”,ammette che la sua amministrazione sopravvive grazie ad una anomalia politica tutta lametina, volgarmente definito inciucio, il peggio che una classe politica possa esprimere. Ci dicono che sono in corsa trattative per avere una nuova maggioranza in Consiglio, speriamo solo che un’ eventuale verifica politica per come dice il TUEL sia fatta in Consiglio comunale e non i qualche stanza segreta. La città è stanca delle continue carnevalate, ora che il pericolo dissesto è scampato perché il Sindaco non si dimette? dopo la promessa dei “pacchi” ricordare la parola data a Dicembre? Sappiamo che non lo farà mai perché sono tutti slogan ad effetto che fortunatamente non incantano più nessuno. Quel che rimane oggi è una città ferita denigrata, svilita da un cerchio magico che in questi anni ha usato i nostri concittadini come bancomat, purtroppo per altri otto mesi saremo costretti a subire un sacco di parole, noi siamo pronti a candidarci con un programma che è già alternativa a questo sistema capace di portare Lamezia sull’orlo di un precipizio.
Massimo Cristiano
Consigliere comunale, Movimento Territorio e Lavoro