Sel logoLamezia Terme, 24 agosto 2013 - Riceviamo e pubblichiamo. I gravissimi riscontri giudiziari e investigativi sull’influenza che le cosche mafiose lametine avrebbero sulla SaCal invece di suscitare l’immediato moto di orgoglio di quanti all’interno della società stessa  rivestono ruoli apicali nella direzione di fugare ogni dubbio ed ipotesi di influenze illegittime, sta producendo una sorta di cortina fumogena fatta di dichiarazioni fuori luogo.

Tra queste dobbiamo purtroppo annoverare le ultime uscite del consigliere comunale Grandinetti, nonché componente in quota soci privati del CdA SaCal che, nelle ultime settimane, dimostra un attivismo poco comprensibile, con note stampa in cui si adombrano sospetti anche su episodi e fatti politici distinti e distanti tra loro.  Un’impostazione che di fatto rischia di sottacere le sconvolgenti rivelazioni emerse a seguito dell’operazione “Perseo”.  Il consigliere Grandinetti, a nostro avviso, attaccando SEL e il suo coordinatore è in errore per due ordini di motivi. Intanto perché sa bene che la SaCal è una società a prevalente capitale pubblico e che nell’attuale situazione coloro che hanno a cuore davvero gli interessi pubblici sono tenuti a prestare la massima collaborazione agli organi inquirenti favorendo l’individuazione delle responsabilità personali; in secondo luogo, poi, in quanto è anche interesse dei soci privati (che lui stesso rappresenta) fugare ogni possibile elemento di inquinamento mafioso. Insieme al resto del centrosinistra abbiamo prodotto più documenti in cui denunciavamo politicamente, per esempio, la mancanza di trasparenza e le evidenti criticità nella gestione del personale e nell’espletamento di alcuni servizi, critiche che lo stesso consigliere ha sollevato in passato. Un intervento politico, quello del centrosinistra tutto, di alcuni mesi fa che oggi, alla luce dei recenti fatti,  ha acquisito attraverso il lavoro della DDA un concreto riscontro giudiziario che nessuno può contestare.  Lo stesso consigliere Grandinetti non può disconoscere che stanno emergendo fatti gravissimi, un contesto e un quadro di “relazioni pericolose” che è lontanissimo dalle polemiche spicciole in cui ci si vorrebbe far ripiombare. Alla luce di tutto ciò non possiamo non sottolineare la frenesia comunicativa di Grandinetti che si sta dimostrando direttamente proporzionale all’avvicinarsi delle nuove elezioni amministrative per le quali ha già dichiarato i suoi chiari intendimenti. Da parte nostra diciamo solo che i riferimenti alla Multiservizi (la quale risponderà nel merito e che non spetta certo a noi difendere) sono fuori luogo perché stiamo parlando di un’azienda che in questi anni ha tenuto pratiche trasparenti, che per assumere ha fatto concorsi di cui non si è lamentato nessuno e il cui nome non è stato minimamente attenzionato, né per i dipendenti né per i vertici, da indagini giudiziarie su alcunchè, come invece per la Sacal. Senza contare che per il suo amministratore delegato (la presidenza, si sa, ha solo poteri di rappresentanza) si è scelta la strada della professionalità e della qualità, come è stato riconosciuto in maniera bipartizan, cercando anche al di fuori della regione come è accaduto con la dott.ssa ingegner Mastrantonio. Le recenti critiche avanzate, dunque, appaiono strumentali e oltremodo tardive visto che il Consiglio comunale nel mese di luglio ha approvato un odg con il quale si è provveduto a differire la nomina del nuovo CdA subordinandolo all’approvazione da parte degli attuali amministratori del nuovo piano industriale dell’azienda.Stia sereno Grandinetti, la richiesta di azzeramento del CdA Sacal, quindi, che rinnoviamo anche in questa occasione, non deve essere vista come una condanna preventiva sull’operato dei singoli ma, piuttosto, come un primo segnale della volontà di non lasciare alcuna zona d’ombra all’interno della società. Riteniamo, infatti, che solo un alto e profondo senso di responsabilità in capo ai vertici aziendali attraverso le immediate dimissioni possa testimoniare la concreta volontà di fare completa pulizia all’interno della società per farla diventare una casa di vetro, trasparente, aperta e pienamente legittimata nel suo operato.

SEL-coordinamento cittadino di Lamezia Terme