Sdanganelli Massimo1Lamezia Terme, 5 settembre 2013 - "Occorre impedire che il Polo didattico di Lamezia Terme della Facoltà di Agraria chiuda". Così, Massimo Sdanganelli, presidente cittadino dell'Udc. "Sulla tutela del diritto allo studio e sul supporto ai sani tessuti produttivi della nostra regione - prosegue Sdanganelli - occorre essere seri e ragionare responsabilmente con una visione che non sia fine a se stessa o, men che meno, miope.

Assieme al turismo ed alle sue bellezze naturali, l’agricoltura riveste un ruolo fondamentale per fungere da volano nello sviluppo del comparto e dell’intera Calabria; seguendo quest’ottica Lamezia Terme non può non rivestire il ruolo che le spetta. Le ragioni sono molteplici e chiaramente vanno tutte in una logica di attenzione verso le effettive peculiarità e le oggettive vocazioni dei territori calabresi. In primis, non va sottaciuto che la pianura lametina è una delle più estese non solo nel mezzogiorno, ma nell’intera penisola italiana.Nondimeno a Lamezia Terme, presso la Fondazione Mediterranea Terina, insistono dei laboratori scientifici con strumentazioni rare anche in Europa inaugurati lo scorso anno alla presenza del Ministro Catania, uomo di governo che, sorpreso positivamente da tale realtà, ha messo nel giusto risalto l’importanza del settore e della sua innovazione tecnologica per il sud d’Italia. Sempre presso la Terina, il ministero dell’Università e della Ricerca grazie al qualificato lavoro della sua valente equipe scientifica ed al lungimirante impegno del Presidente, avv. Giancarlo Nicotera, ha finanziato e stanziato il progetto “Food & Life” per ben 14.650.000 Euro. A seguito di tale avvenuto stanziamento Lamezia Terme sta per diventare un vero e proprio Campus del Sapere, con annessa foresteria di 41 stanze, nuove e sempre più innovative strumentazioni scientifiche, più importanti ed avveniristici spazi laboratoriali e formativi al servizio dei ricercatori e tecnici di ricerca dell’Ente, degli studenti, delle imprese e degli operatori del comparto.Ancora, l’Enoteca regionale ha oggi la sua sede a Lamezia Terme e va verso una sempre più proficua operatività, fondamentale per il nostro settore enologico. Giova ricordare che con la soppressione del Polo di Lamezia Terme il diritto allo studio di tanti studenti vibonesi, catanzaresi, crotonesi, lametini, cosentini e dei loro hinterland verrebbe seriamente messo in difficoltà. Alcuni di essi avrebbero più facilità nello spostarsi logisticamente verso l’omologa facoltà di Napoli.Il Polo didattico, infine, ha trovato a Lamezia Terme fattiva collaborazione e piena sinergia con gli enti preposti.Queste sono alcune delle ragioni che inducono, senza se e senza ma, ad impedire la soppressione del Polo della Facoltà di Agraria di Lamezia Terme. E’ chiaro che su questi, come su altri temi peculiari, occorre remare tutti dalla stessa parte con una visione d’insieme che tuteli davvero la nostra regione, i nostri territori, i nostri giovani e la più sana ed avveduta gestione dei territori. I parlamentari nazionali- conclude Sdanganelli - quelli regionali, l’assessore regionale al ramo On. Caligiuri, il sindaco della città, l’intera assise comunale, nonché la stessa Università sono chiamati a fare, ciascuno per le proprie competenze e possibilità, la propria parte per far sì che la facoltà di Agraria non scompaia dalla città della Piana".