Lamezia Terme, 8 ottobre 2013 - Ancora un colpo inferto dalla polizia al clan Giampà. La Squadra mobile di Catanzaro, infatti, ha eseguito due provvedimenti di fermo emessi dalla Procura distrettuale antimafia di Catanzaro.
Uno dei quali, stando a quanto si è appreso riguarda quello che viene considerato il nuovo presunto reggente della cosca di 'ndrangheta dei Giampà di Lamezia Terme, per associazione a delinquere di stampo mafioso e tentata estorsione. I due, secondo l'accusa in più occasioni, avrebbero chiesto somme di denaro a commercianti della zona di loro competenza, minacciandoli anche dell'utilizzo di ordigni esplosivi. Le richieste, preannunciate da furti e danneggiamenti, sarebbero servite a foraggiare i numerosi affiliati al clan detenuti dopo gli arresti dei mesi scorsi. La pressione estorsiva della cosca aveva indotto alcuni commercianti a decidere di abbandonare l'attività. Per le ore 10,30 è indetta una conferenza stampa presso la questura di Catanzaro.
Gli arrestati
Sono Gianluca Notarianni di 20 anni e Antonio Giampà, 41, i due arrestati. Notarianni e Giampà avevano trovato il modo di mantenere gli affiliati ristretti in carcere a spese dei commercianti della zona. Le accuse sono associazione a delinquere di stampo mafioso e tentata estorsione ai danni di esercenti di Lamezia Terme, ai quali boss e picciotto avrebbero, in più occasioni, richiesto somme di denaro per conto degli affiliati, tutti in stato di detenzione, ad attività commerciali con sede nel Lametino, minacciando i titolari delle stesse anche dell’utilizzo di ordigni esplosivi. Le richieste, puntualmente preannunciate da furti e danneggiamenti, servivano appunto per foraggiare i numerosi detenuti del clan arrestati nei mesi scorsi. "Tale pressione estorsiva, che si realizzava a carico dei titolari di attività commerciali o di loro fornitori, stava minando alla base la libera economia di quel centro, tanto che qualche vittima aveva deciso di recedere dalle attività commerciali in essere", fanno sapere dalla questura.