Federazione-della-sinistra-logoLamezia Terme, 24 febbraio 2011Riceviamo e pubblichiamo la seguente lettera aperta inviata al sindaco, Gianni Speranza dalla Federazione della Sinistra (Rifondazione comunista e Comunisti italiani. “Caro Gianni, con questa lettera aperta intendiamo rispondere alla tua richiesta di incontro per il completamento della Giunta con un rappresentante di “Sinistra per Lamezia”. Vogliamo approfittare dell’occasione per fare, pubblicamente, una riflessione sulla politica che speriamo possa essere utile a noi, a te e a tutta la città. Oggi la sinistra vive una fase di grande disagio che complica le relazioni politiche e, soprattutto, non aiuta ad essere incisivi ed efficaci sulle questioni che ci stanno a cuore. Ciò nonostante un anno fa Rifondazione comunista e i Comunisti italiani si sono impegnati fino in fondo per la tua elezione, sostenendo la tua candidatura e animando insieme ai compagni e agli amici di “Città” una lista “Sinistra per la Lamezia” che ha poi espresso un consigliere comunale. Non siamo affatto pentiti delle nostre scelte. Ritenevamo e riteniamo oggi che tu fossi la persona più adatta a guidare il governo della città, a sconfiggere il centrodestra e a continuare il processo democratico, civile, antimafia di cui Lamezia aveva e continua ad avere bisogno. Ma, oggi, alcune riflessioni dobbiamo farle nell’interesse di tutti, con l’onestà intellettuale che abbiamo sempre dimostrato anche quando abbiamo assunto posizioni non condivise. L’esperienza di “Sinistra per Lamezia” fatica ad andare oltre la competizione elettorale, non è riuscita a costruire un rapporto politico significativo con il suo consigliere comunale, non è riuscita la lista a diventare punto di riferimento per la sinistra, luogo di stimolo e di iniziativa politica sulle tante questioni messe al centro del programma elettorale. Questa difficoltà politica e istituzionale non ha prodotto in te, sindaco, una atteggiamento di preoccupazione, né un tentativo di superamento per quello che era in tuo potere fare. Questa difficoltà, come del resto la difficoltà per altri versi rappresentata da altri soggetti politici ha piuttosto favorito una sorta di auto legittimazione di comportamenti solitari, di pratiche discrezionali e decise al di fuori del contesto e dell’interlocuzione con le forze politiche della coalizione, forte anche di un potere decisionale che ti deriva direttamente dalla legge. E’ accaduto così che si sia andati avanti nell’amministrazione della città senza entusiasmo e senza quel necessario salto di qualità che la seconda esperienza amministrativa forse esigeva. Questioni importanti come l’acqua, la Multiservizi, i rifiuti, lo zuccherificio, le linee programmatiche, il bilancio, al di là di formali riunioni - poche per la verità - a ridosso dei consigli comunali, non si sono trasformati in occasione di incontri tra differenti opzioni, occasioni di crescita politica, di approfondimento tematico e culturale. Oggi non possiamo precipitare queste difficoltà e queste critiche in una proposta di ingresso in una Giunta oramai delineata in quasi tutte le sue funzioni. Non siamo a questo punto interessati ad avere un assessorato. Non abbiamo mai avuto e non abbiano l’ossessione dell’assessore comunque. Non significa questa nostra sottrazione mancanza di responsabilità o peggio un tirarsi fuori e contro. Tu, Gianni, rimani  il sindaco che abbiamo sostenuto, votato e fatto votare, la coalizione che ti esprime rimane la nostra coalizione. Ma vogliamo con questa nostra posizione riaffermare la volontà di ricostruire la nostra e la politica nel suo insieme con altri strumenti, sostenendoti ma criticandoti con fermezza se lo riteniamo giusto. Tutta la politica, caro Gianni, quella del governo nazionale e dei suoi seguaci ma, anche la nostra quella del centrosinistra, dei sindaci democratici, della sinistra tutta, deve interrogarsi con più serietà e responsabilità sul degrado nel quale nuota. Troppe scorciatoie autoritarie, troppe scelte discrezionali inquinano ovunque le istituzioni democratiche, impoveriscono la democrazia e restringono a pochi attori - i soliti - la scena illuminata della politica. Abbiamo bisogno tutti umilmente di fare un passo indietro fermarci e, senza tante metafore e parole altisonanti ma con azioni concrete recuperare le parole semplici della politica e ridare ad esse un senso. Caro sindaco siamo ben consapevoli che la crisi economica, i problemi contingenti, le ragioni dell’economia e del mercato incombono sul tuo operato e su quello della Giunta ma, proprio per questo, noi vorremmo insieme a te e alla coalizione sforzarci di uscire dalla contingenza e proporre per questa città soluzioni generose e rispettose soprattutto dei diritti dei più deboli.