Lamezia Terme, 4 marzo 2011 – La Guardia di finanza di Lamezia Terme ha sottoposto a sequestro uno stabilimento industriale dedito alla produzione di toner e cartucce per stampanti recanti il marchio contraffatto della casa americana “Hewlett-Packard”. Secondo quanto reso noto nel contro di una conferenza stampa in procura, presenti il procuratore Salvatore Vitello, il comandate provinciale della Guardia di finanza, Salvatore Tatta, il comandante delle Fiamme Gialle di Lamezia, Maurizio Pellegrino, la fabbrica, gestita dalla società lametina “Crn Sas”, operante nel settore della rigenerazione di tali prodotti, era ubicata in una zona impervia, isolata e difficilmente individuabile, in località Pianete del comune di Martirano nell’Alto Lametino ovest. Si tratta, è stato detto, del secondo sequestro al mondo nella contraffazione di prodotti per stampa con il marchio Hp. Il titolare dell'industria posta sotto sequestro Paolo D'Assisi, 47 anni, ora deve rispondere di contraffazione, alterazione o uso di segni distintivi di opere dell'ingegno o di prodotti industriali, di introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi, di contraffazione, alterazione o uso di segni distintivi di opere dell'ingegno o di prodotti industriali e di ricettazione, riciclaggio, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita. L’industria, nata per la rigenerazione di cartucce usate, è stata realizzata con il contributo di un milione di euro ottenuto con i finanziamenti della 488. Il titolare della un'industria in cui venivano prodotte cartucce e toner per stampanti con il marchio contraffatto della Hewlett-Packard è stato denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Lamezia Terme. Il capo della procura lametina, Vitello, si è congratulato con gli uomini della Guardia di finanza che hanno ricevuto anche i compiacimenti dell'industria statunitense. Si è trattato di un lavoro investigativo molto sofisticato, hanno spiegato gli investigatori delle Fiamme gialle. Il titolare dell'industria aveva messo su un laboratorio tecnicamente avanzato riproducendo la formula chimica per la produzione dei toner ad un livello tale da confondere appunto anche gli specialisti che sono stati utilizzati per scoprire la contraffazione. Nel corso dell'operazione sono stati sequestrati mille toner con il marchio contraffatto dell'industria statunitense, oltre a migliaia di componenti, etichette e materiale di vario genere. Per la produzione delle cartucce e dei toner venivano utilizzato macchinari tecnologicamente avanzati insieme ad un laboratorio chimico e strumentazioni in grado di di realizzare inchiostri del tutto simili agli originali. Il valore dei beni sequestrati ammonta a tre milioni di euro.