campo_Rom_Lam_carabinieriLamezia Terme, 20 marzo 2011 - Che sia la Protezione civile con il supercoordinamento del prefetto di Catanzaro, Antonio Reppucci (come invocato dal sindaco Gianni Speranza), che sia direttamente il Governo nazionale (in fondo non cambia nulla), fatto sta che la questione Rom a Lamezia ora - dopo i quarantennali ritardi delle varie Amministrazioni comunali che si sono succedute - può essere risolta definitivamente. Dopo il sequestro dell’area abusiva di Scordovillo in pieno centro, la procura ha assunto una decisione forte e coraggiosa. Ovvero, laddove i vari sindaci e la tante Giunte comunali non hanno “saputo-voluto” intervenire, ci ha pensato la magistratura. A questo punto, come da più parti sollecitato - e come accade nel resto delle città italiane - i nomadi dovranno essere sistemati fuori dal perimetro urbano (sempre e comunque in territorio comunale). Basta citare il solo esempio di Roma dove i circa 80 campi Rom sono ubicati al di là del Raccordo anulare. Tenuto conto della vastità del nostro comune, dunque, non vi è dubbio che l’idea di allocarli nella zona ex-Sir rappresenti di fatto la soluzione ideale per tutti. Negli anni passati, infatti, varie ipotesi non hanno sortito l’effetto desiderato (smantellare Scordovillo e dare dignità abitativa ai Rom) giacché nessuno “desiderava avere per vicino di casa uno zingaro”. Ergo, ogni sindaco (anche con i cosiddetti attributi) non è stato in grado di cambiare il corso del destino. Così, la questione Rom a Lamezia è rimasta irrisolta e irrisolvibile. Ogni Consiglio comunale avvicendatosi  è stato incapace di affrontare di petto la situazione. Quindi, la linea che sposiamo è quella di sollecitare il prefetto, di concerto col Comune, affinché vagli l’unica ipotesi sostenibile che è quella di spostare i Rom nella periferia industriale della città di Lamezia. Container; alloggi prefabbricati o quant’altro sarà la Protezione civile a stabilirlo. E siccome il sindaco ha fatto riferimento a una emergenza di tipo post-terremoto o altra calamità nazionale, i tempi stringono e  tutto ciò si traduce - inevitabilmente - in questa soluzione rapida. Poi, siano certi, col tempo  in quella zona si potrà pensare a costruire veri e propri alloggi. Pur nella consapevolezza che i Rom, nomadi per natura e vocazione socio-culturale, non amano gli alloggi fissi o le fisse dimore. Ma questo è un altro aspetto che riguarda le politiche di integrazione con tessuto sociale. Adesso l’emergenza - proprio perché tale - richiede risposte immediate che restituiscano serenità ai lametina e decoro ai nomadi. Altra soluzione - al di fuori dell’ubicazione dei Rom all’interno della zona ex-Sir - non esiste. Tutto il resto sono solo chiacchiere e intrisisi di ammennicoli retorici. Invitiamo sindaco, Giunta e intero Consiglio comunale di Lamezia ad avanzare tale proposta al prefetto, previa deliberazione ufficiale della massima Assemblea civica.