Lamezia Terme, 24 marzo 2011 - Si va, quasi sicuramente, verso la
proroga della scadenza di 30 giorni intimata dalla procura della Repubblica al fine di smantellare il
campo Rom di Scordovillo a Lamezia, e consentire quindi al Comune di individuare alloggi e dislocare i cittadini di etnia Roma su tutto il territorio, senza creare una seconda Scordovillo. Non è ufficiale, ma è questo il sentore avuto al termine di un
vertice a porte chiuse che si è svolto stamattina negli uffici della procura di Lamezia Terme al terzo piano del Tribunale. Presenti, il sindaco
Gianni Spernza, il prefetto di Catanzaro,
Antonio Reppucci, il procuratore
Salvatore Vitello e i vertici di polizia, carabinieri e finanza. “Questa città deve capire che i Rom sono parte integrante di Lamezia e non possiamo relegarli verso altri luoghi”. Così, il prefetto attorniato dai cronisti e con il sindaco Speranza accanto, subito dopo il vertice. Alla nostra domanda diretta sulla possibilità di prorogare la decisione della procura, il prefetto così ha risposto: “Non è un termine rigido. Stiamo valutando tante cose, tra cui parlare con tutte le forze politiche che incontreremo a breve per decidere, tutti insieme, la soluzione migliore. Certo è - ha aggiunto il prefetto di Catanzaro – che il degrado a Scordovillo deve finire e pertanto occorre dare dignità a questi cittadini che sono a pieno titolo cittadini lametini. Per ora non posso dire altro. Se non che c’è il massimo impegno per giungere a una soluzione condivisa con

l’integrazione dei Rom su tutto il territorio. In questo momento le polemiche non servono a niente e sono solo strumentali”. Quindi, il prefetto accompagnato dal sindaco e dalle autorità militari, si è spostato per vedere di persona il campo Rom. Per ciò che attiene gli altri protagonisti del vertice, al momento non hanno rilasciato alcuna dichiarazione.