Lamezia Terme, 30 marzo 2011 – “Chi ha incarichi di responsabilità deve avere la consapevolezza del proprio ruolo e deve in qualche modo rendersi conto che avere un compito nei confronti della collettività non è un pregio, è l'attribuzione di una responsabilità per svolgere un servizio. Se si capisce questo, forse le cose potranno migliorare”. Lo ha detto il procuratore della Repubblica di Lamezia Terme,
Salvatore Vitello intervenendo a un incontro questa mattina che si è tenuto all'Istituto “Campanella” e organizzato dall’
Associazione lametina antiracket. “Per vivere bene ognuno deve fare il suo - ha sottolineato Vitello - nella comunità lametina, dove il fenomeno dell'illegalità è molto diffuso, le nuove generazioni devono ricondurre e ristabilire un clima di serenità, avendo consapevolezza soprattutto dei propri diritti e avendo inoltre piena convizione sui propri doveri. La legalità oggi a Lamezia ha varie facce: una faccia positiva che vuole vivere serenamente, e una negativa che si esprime nel concetto di illegalità, e che è fatta da famiglie mafiose, delinquenti comuni, imprenditoria criminale, e sono quegli aspetti negativi verso cui l'azione del mio ufficio è impegnata per fronteggiarli e se ci riusciamo, a sconfiggerli”. L'incontro di oggi e' propedeutico a una serie di iniziative sulla legalità realizzate dalla scuola: è stata infatti effettuata una rilevazione demoscopia tra gli studenti con un questionario specifico; è stato distribuito ai ragazzi il volume di Enzo Ciconte intitolato “Ndrangheta”; si è tenuta una conversazione sulla mafia, le sue origini, la sua attività e sull'impegno per combatterla con
Francesco Forgione, già presidente della Commissione parlamentare antimafia; così come è stata organizzata una conversazione sulla Costituzione della Repubblica italiana con la docente
Anna Falcone dell'Università della Calabria. Iniziative che proseguiranno nelle prossime settimane con gli incontri con lo studioso Enzo Ciconte e l'assessore comunale alla Cultura, Tano
Grasso.