Benincasa_Teresa_altrafotinoLamezia Terme, 7 aprile 2011- “L’afasia di una parte politica che preferisce interrogare gli altri piuttosto che rendicontare il fallimento locale degli interventi sui rom di Scordovillo risponde male all’esigenza di evitare posizioni demagogiche e strumentali”. Così, Teresa Benincasa consigliera comunale del Pdl.  “C’è una questione culturale dirimente perché sul modo di affrontare i problemi reali - prosegue -  le differenze esistono e non sono di tipo ideologico, poiché hanno a che fare con il rispetto della realtà e il senso della responsabilità. Le dichiarazioni entusiaste del sindaco appaiono strane perché, all’indomani della seduta di lunedì scorso, non ci sono ragioni per vantare politicamente nulla, tanto meno la conquista dell’unanimità su un ordine del giorno scritto dall’emergenza. L’ordinanza di sgombero disposta dalla procura di Lamezia Terme in capo al Comune che ha la titolarità dell’area dal 1982 per effetto di un atto d’acquisto finalizzato proprio alla sistemazione provvisoria per il campo rom; i numerosi reati accertati dalle forze dell’ordine, in particolare i dati sull’evasione scolastica e il fallimento delle politiche integrative, non escludono responsabilità da parte di chi ha gestito milioni di euro con le mani di argilla. Consapevoli degli sforzi compiuti negli anni da alcune associazioni particolarmente attente al ruolo delle donne nell’accampamento, credo che per la politica sia il momento di cambiare prospettiva e prendere atto della sconfitta più significativa che è quella educativa e sociale. Abbiamo mancato di fare emergere i lati migliori di un popolo che, a giudicare da quello che fa, è tutt’altro che disabile e pigro, tuttavia sfruttato non solo da contesti criminali. E’ tempo di interventi seri e coscienziosi che rimettano al centro la necessità di tutelare la dignità delle nuove generazioni dei bambini rom insieme alla sicurezza sociale della città, attraverso politiche adeguate a favorire il volontariato disinteressato e capace di fare emergere la solidarietà di cui i lametini sono capaci.   Il Consiglio ha chiesto che d’ora in avanti a governare l’emergenza abitativa di Scordovillo, attraverso poteri speciali, sia il prefetto di Catanzaro, Antonio Reppucci, indicando la strada della delocalizzazione diffusa su tutto il territorio.  La scelta, a mio avviso giusta e doverosa, di commissariare i poteri del sindaco e del Consiglio è motivata dai risultati oggettivamente non apprezzabili degli ultimi sei anni di amministrazione Speranza e che, a mio avviso, riguardano anche le scelte del settore delle politiche sociali e ambientali.  La  preoccupante perdita di qualità registrata sulla questione rom rappresenta una campanella d’allarme sulle sorti della città. La labilità delle oscillazioni tra il dire e il fare,  la distanza tra la realtà dei bisogni e la guida a gestire i processi di governo, potrebbero riservare sorprese assai sconvenienti nelle carte poco spiegate nel nuovo piano regolatore. Se è vero, come lo stesso sindaco ha dichiarato al prefetto, che esiste un sito in cui l’amministrazione pensa di sistemare prefabbricati  con la filosofia della provvisorietà chiedo:  esiste un parere da parte dell’urbanista a cui l’amministrazione ha già dato l’incarico di progettare la città del futuro? Se il sindaco non risponde, è pronto un assessore a fare le sue veci? Su tutto prevale la fiducia nelle risposte che saprà garantire il coordinamento delle istituzioni coinvolte, a partire dalla prefettura. La città -conclude tersa Benincasa -  è capace di disporsi bene quando è parlata con il linguaggio chiaro e scevro da posizioni demagogiche. Lamezia saprà fare prevalere tutta la sua umanità e la sua ragionevolezza  a integrare la questione rom in un patto sociale chiaro fondato sul rispetto dei diritti e doveri anche da parte della popolazione rom”.