Lamezia Terme, 8 aprile 2011 - Il Comitato salviamo al sanità lametina, stasera alle ore 18,00 incontra le categorie economico-sociali del comprensorio per un confronto sulla Piattaforma programmatica varata per chiedere la salvaguardia ed il rilancio dei servizi sanitari del lametino. “La Piattaforma – dichiara Nicolino Panedigrano - si pone innanzitutto l'obiettivo che i due ospedali del vomprensorio lametino possano assumere nel nuovo contesto della rete ospedaliera un ruolo che ne assicuri sopravvivenza e funzione. In quest'ottica l’ospedale di Lamezia non può essere lo spoke indicato dal Piano di Rientro, ma deve assumere ruoli e funzioni differenziati dai tanti altri ospedali pubblici e privati presenti nella provincia catanzarese, mentre quello di Soveria Mannelli dovrà divenire ospedale Generale, perché come ospedale di montagna non avrà alcuna possibilità di sopravvivenza dopo il 31 marzo 2012. E’ poi necessario affrontare con serietà e determinazione l’effettiva possibilità di avere ancora nel nostro territorio una sanità ospedaliera, invertendo la caduta di ricoveri e di prestazioni di livello che si registra da anni e che è confermata dai dati del 2010 e non può essere nascosta e mistificata da giochetti sull'aleatorio concetto di inappropriatezza. Il dato comprensibile a tutti è che la nostra gente non si rivolge più ai nostri ospedali ed è costretta a migrare a Catanzaro e Cosenza o, peggio ancora, fuori dalla Calabria.In questo contesto non portano da nessuna parte i continui annunci sulle deroghe alla copertura dei posti di quei primari che sono stati spinti al pensionamento, mentre bisognava trattenerli almeno per il tempo necessario per preparare adeguate sostituzioni e per superare quelle criticità che sono comprovate dal fatto che nel nostro Ospedale l’attività chirurgica si riduce sempre più, tanto da vedere al primo posto della graduatoria degli interventi chirurgici i parti cesarei, e che, nonostante i posti letto siano stati ridotti a 200, vi sia stata una occupazione media di 178, con tanti posti letto che quindi ogni giorno restano non occupati perché non richiesti. La sanità territoriale, poi, - conclude Panedigrano - contrariamente a quanto ha previsto nel suo Atto di Riorganizzazione funzionale il Commissario dell’Asp di Catanzaro con decisioni calate dall’alto e senza confronto, va organizzata tenendo conto delle necessità dei singoli territori, della presenza o assenza di servizi sanitari, della vicinanza o lontananza da altri presidi di assistenza sanitaria. Il Commissario Mancuso, invece, approfittando della riduzione dei Distretti da 5 a 3 ha previsto oltre a:quelli di Catanzaro e Lamezia anche quello di Girifalco-Soverato, a cui ha guarda caso destinato più servizi (diabetologia e Rsa) di quelli previsti per Lamezia, che comunque ne avrà meno (cardiologia e oculistica) anche rispetto a quello di Catanzaro. Contro il deciso smantellamento della sanità del lametino (non ultimo la chiusura della Clinica Villa Michelino) il Comitato propone una azione di rilancio che porrà al confronto, oltre che con le categorie sociali, anche con le amministrazioni locali e con la cittadinanza tutta”.