Cantafora_Antonio_Luigi_Vescovo_Lamezia_fotinoLamezia Terme, 16 aprile 2011 - “Come possiamo non sentirci coinvolti nel recupero del disagio umano di tanti fratelli rom? E le questioni del mondo del lavoro, della sfida educativa, della devianza non possono trovarci rassegnati: lasciamoci rialzare e instradare, uniti dal Signore Risorto, e diventeremo più capaci di amare, di contribuire ad accrescere vita e speranza nel nostro territorio e nella nostra Chiesa”. Questo uno dei passaggi più significativi del messaggio che il vescovo Luigi Cantafora ha inviato alla diocesi di Lamezia Terme in occasione della Pasqua. “Contribuiamo, con il sostegno di Gesù - ha proseguito il vescovo - ad accrescere in noi un più spiccato senso della vita e della persona, condizione indispensabile per il raggiungimento del bene comune, di quella voglia di essere insieme superando logiche fuorvianti. Attendiamo la Pasqua con il vivo desiderio di essere rigenerati a vita nuova, di essere sollevati dalla polvere, di essere rialzati. Noi tutti siamo in attesa della visita del Santo Padre il 9 ottobre prossimo e, a questo evento, stiamo orientando energie, risorse e attenzione”. Il logo e il tema scelto per l'occasione, ha proseguito monsignor Cantafora, “traggono spunto da un episodio che accade proprio dopo la Resurrezione di Gesù: il Signore ci rialza, ci risolleva, ci fa camminare. Ci trasforma costituendoci capaci di una nuova vita, ci fa incamminare verso di Lui e amorevolmente verso le creature, dentro la storia, finanche ai piedi della croce. Ogni Pasqua segna un passaggio dalla morte alla vita, è un richiamo a vivere un’esperienza di vita nuova, l'essere rigenerati dalla parola di Dio viva ed eterna”. La presenza del Papa in mezzo a noi, ha concluso il vescovo, “sarà segno della Pasqua del Signore, del suo passaggio: prepariamoci a vivere la Pasqua e questo evento con il desiderio sincero che la nostra vita sia nel segno del cambiamento verso il meglio, verso il vero bene, che è capacità di dare la vita per l'altro”.