Scaramuzzino_Pasqualino2Lamezia Terme, 17 aprile 2011 - Si è svolto come previsto (nonostante il niet del commissario Maurizio Vento) il dibattito pubblico al teatro Umberto di Lamezia, sul tema “Pdl, condannati a non governare”. Sala affollatissima. Sul proscenio, Salvatore e Francesco De Biase, Francesco Chirillo e Pasqualino Scaramuzzino. Dibattito interessante e pieno di spunti politici e con non tanto velati strali nei confronti dei “maggiorenti” lametini del Popolo della libertà. Il dibattito, moderato da Antonio Cannone, ha avuto un seguito oltremodo significativo per via degli interventi che si sono succeduti, e non solo di esponenti del Pdl.  Salvatore De Biase ha spiegato lo stato d’animo del momento. “Siamo giunti all'incontro di oggi – ha detto - stremati dall'inerzia di un partito bradipo, soporifero, sempre più elettorale senza un programma d'opposizione, senza un progetto per costruire una vincente alternativa al centrosinistra. Da mesi senza un coordinatore, senza organismi, con un capogruppo figlio forse di un dissidio di vertice. Eppure, temi sui quali il Pdl poteva fare sentire la sua voce ve ne sono, come il Patto per lo sviluppo, la metropolitana, il porto turistico, il distretto agroalimentare. Così come mai nessuno ha parlato dei 12 nuovi dirigenti del Comuni, tutti venuti da fuori, che si dividono la gestione comunale di 30 dipendenti cadauno; nessuna iniziativa è stata intrapresa per la discarica sotto sequestro; Pdl assente anche sul Piano strutturale, sul piano api, sul Borgo Antico, sul termalismo, sull'abbattimento delle case abusive, sui rom. Insomma un partito allo sbando, cieco e scarsamente motivato a fare politica, se non quella elettorale, e nel frattempo la città perde prospettiva”. Oltrettuttto senza più una sede politica dove riunirsi. Il consigliere comunale Chirillo ha ripercorso le fasi della Casa delle libertà prima e del Pdl poi, soprattutto nella fase critica dello scioglimento comunale e nonostante il partito abbia sempre superato il 50% dei consensi. “Dopo lo scioglimento c’era un clima pesante, c'era difficoltà anche a chiudere le liste. Pian piano abbiamo iniziato a ricostruire. Nelle elezioni del 2005 abbiamo perso il sindaco ma abbiamo conquistato il consiglio comunale. Nel 2010 nel partito c'era chi non voleva la candidatura della D'Ippolito, solo che poi Traversa disse che la candidata era lei. Una campagna elettorale che poi è finita male”. Le vicende interne al gruppo consiliare sono state tracciate in grandi linee dal giovane consigliere comunale Francesco De Biase. “Il partito ha lasciato incancrenire una frattura interna, così come non ha pensato a dialogare con gli altri partiti della coalizione subito dopo le elezioni: c'è stata una mancanza di comunicazione da parte dei vertici, così come non è stata ascoltata la gente. Eppure i cittadini vogliono essere coinvolti, ascoltati. Il Pdl è in catalessi, e questo anche per una legge elettorale ingiusta che lascia decidere i candidati e i rappresentanti politici alle segreterie dei partiti e non alla gente”. Quindi si è aperto il dibattito in sala con gli interventi dell’altra consigliera comunale “dissidente” Carolina Caruso, Francesco Grandinetti di Fli, Riccardo Viola ex assessore nell Giunta Scaramuzzino; Armando Chirumbolo del Pri, Giandomenco Crapis di Sinistra e libertà, Giovanni Scalzo del Nuovo Psi e Pino Natale dell’Associazione “Calabria Mia”. Le conclusioni dell’incontro, sono state tratte Pasqualino Scaramuzzino. “Oggi diciamo basta a un partito che non fa crescere la classe dirigente; così come diciamo ai parlamentari che hanno sbagliato le loro scelte, così come Traversa ha sbagliato a nominare commissario Maurizio Vento. Gli errori sono stati commessi e ora li paghiamo tutti quanti. Un partito lontano dai bisogni dei cittadini, e questo in una città che al contrario ha necessità di guardare in faccia i problemi. Qualcuno ci ha detto che non dovevamo organizzare questa iniziativa. Ma sono mesi che cerchiamo di dialogare al nostro interno e nessuno ci ha dato ascolto. Ora, dopo aver visto i nostri manifesti, hanno pensato bene di organizzare per lunedì (domani, ndr) una riunione. Per ciò che ci riguarda noi non abbiamo nulla da nascondere; vogliamo esprimere liberamente le nostre idee nel partito, perché noi siamo gente di partito. Se questo non sarà possibile siamo pronti a trovare nuovi luoghi…”.