Panedigrano_Nicolinofotino2Lamezia Terme, 9 giugno 2011 – “Secondo il dizionario  Treccani il termine “casino” può avere tre significati diversi: casa signorile di campagna, postribolo o casa di tolleranza, confusione da cui il romanesco “casinaro””. Così, Nicolino Panedigrano, leader del Movimento AmoLamezia. “Siamo certi – prosegue - che il sindaco di Lamezia, in una intervista rilasciata domenica, riferendosi a tre fatti accaduti in città, abbia usato il termine nella terza accezione e non nella seconda. Ma, anche così, è la prima volta che ci capita, nell’ambito del linguaggio usato dai politici di mestiere, di trovarci di fronte ad un uso terminologico siffatto per definire alcuni importanti problematiche che affliggono da decenni la città o un evento tanto doloroso e drammatico, quale è stato il tragico incidente che ha coinvolto gli otto ciclisti lametini. E di sicuro non ci sembra un linguaggio di buon gusto. Per di più, oltre ad essere indicati come “casini”, l’abusivismo edilizio e il problema “zingari” sono stati anche commisurati a due vulcani che improvvisamente si sono messi ad eruttare sia pure attizzati da alcuni provvedimenti della Magistratura, che ad un certo punto avrebbe sollevato “il casino”, mettendo in difficoltà i manovratori della cosa pubblica. Da quanto traspare dalle parole del Sindaco, si sarebbe preferito che i vulcani rimanessero nello stato di quiete, per evitare i “casini” o meglio per non trovarsi davanti a “casini”. Ora, tralasciando il doloroso e tragico evento mortale per i nostri concittadini ciclisti, che forse con la loro morte non volevano causare “casini”, appare evidente, con riferimento agli altri due problemi, che ancora una volta affiora una cultura amministrativa e politica che tende ad assumere atteggiamenti di fuga dai problemi reali che affliggono la comunità. Il problema dei “Rom” lametini e della loro integrazione è antico, spesso strumentalizzato e mai risolto, come invece lo è stato in altre parti d’Italia dove (come a Venezia e Pescara) i Rom si sono integrati nel tessuto della comunità, diventando anche parte produttiva dell’economia del luogo. L’abusivismo edilizio è stato ed è una vera piaga per la città, letto dalla cultura politica dominante come un fenomeno sì illegale, ma sopportabile e necessario alla quiete sociale per cui le risorse destinate al suo contrasto sono state di fatto azzerate, anche da parte dell’amministrazione in carica. Se è questa allora la lezione di buona amministrazione del sindaco Speranza (mantenere lo stato di quiete dei vulcani) - conclude Panedigrano - c’è davvero da preoccuparsi per il futuro di Lamezia e, se il modo di vivere e di impostare la vita amministrativa e politica è quella che traspare dalla sua intervista, affiorano seri dubbi che egli rappresenti una credibile alternativa allo squallore della politica attuale”.