Vigili_urbani_di_spalle2Lamezia Terme, 28 giugno 2011 - Il nucleo di Polizia Edilizia della Polizia Municipale di Lamezia Terme, agli ordine del maggiore Rizzo, ha sottoposto oggi a sequestro un manufatto parzialmente abusivo realizzato in ampliamento di un vecchio preesistente all'interno della stabilimento Terme di Caronte. All'atto dell'accertamento, rende noto il Comando dei Vigili urbani, l'opera edilizia consisteva in un ampliamento appunto su due livelli, per un totale di circa 140 metri quadrati, di un manufatto preesistente. L'attività non era assentita da provvedimento idoneo, e stante l'impiego di cemento armato e il pericolo dell'aggravamento del reato, è scattato il sequestro preventivo. Il presidente della società di gestione delle Terme C. E. di anni 68,  è stato denunciato per violazione del D.P.R. 380-2001 (testo unico edilizia). Insieme a lui, sono state deferite all'Autorità giudiziaria altre tre persone che a vario titolo sono concorse nel reato: il direttore dei lavori, la rappresentante legale della medesima società, M. C. B. di anni 63, nonché  titolare dell'impresa esecutrice. La destinazione d'uso dell'opera soggetta al vincolo reale rimane ancora ignota, ma era comunque strumentale all'esercizio termale. L'attività conferma, se mai ce ne fosse ulteriore bisogno, che lo sfruttamento incontrollato del terrirtorio, rectius, abusivismo edlizio, nel comune lametino, è un fenomeno trasversale. Sempre nel fine settimana si è intensificata l'attività di controllo del nucleo di Polizia Commerciale, che su disposizione del dirigente, coordinata dal maggiore Ferrise, ha effettuato una serie di controlli in esercizi commerciali, elevando numerose sanzioni amministrative per il mancato rispetto della disciplina dei saldi. Ammonta a circa ottomila la somma complessiva dei verbali irrogati.