Finanza_auto_agenteLamezia Terme, 30 giugno 2011 - Un imprenditore di Lamezia Terme, Luigi Maria Mazzei, è stato arrestato e posto ai domiciliari, l'obbligo di dimora per il rappresentante di una società; il sequestro preventivo di tre aziende per un valore complessivo di circa 30milioni di euro, il sequestro per equivalente nei confronti dell'imprenditore di oltre 284mila euro per l'utilizzo di fatture inesistenti. E' questo il bilancio di un'operazione condotta dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Catanzaro che ha riguardato i contributi statali ottenuti da un gruppo aziendale che opera nel settore manifatturiero e turistico-alberghiero. Dopo diverse verifiche fiscali, le Fiamme gialle hanno avviato un'articolata indagine, coordinata dalla procura di Lamezia Terme, durante la quale è emerso che le società "Cofain Srl", "Temesa hotel e Resort Srl" e "Inveco Srl" avevano ottenuto contributi pubblici europei e regionali in maniera fraudolenta. Un meccanismo che avrebbe realizzato anche passaggi di denaro e affari all'estero, anche in zone considerate "paradisi fiscali". In tutto, sono stati evidenziati tre investimenti per un totale di quasi 18,7 milioni di euro, di cui oltre 7 milioni indebitamente percepiti. Il meccanismo sarebbe stato messo in piedi, secondo la Guardia di finanza, grazie a documentazione ideologicamente falsa, distrazione di fondi pubblici senza l'apporto obbligatorio di "mezzi propri", false certificazioni sullo stato di avanzamento dei lavori, esportazione all'estero di capitali. Complessivamente sono stati segnalati all'autorità giudiziaria tredici soggetti, ritenuti responsabili a vario titolo di truffa per il conseguimento di fondi pubblici, falso ideologico, emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, malversazione e bancarotta fraudolenta. Tre le società segnalate per responsabilità amministrativa. Durante le quindici verifiche fiscali effettuate, sono stati riscontrati dalle Fiamme gialle più di 11milioni di euro di costi indeducibili, circa 2milioni di euro di ricavi non dichiarati e 2 milioni di euro di Iva dovuta, oltre all'individuazione di 31 lavoratori in nero.