Benincasa_Teresa4Lamezia Terme, 13 agosto 2011 - "Dubbi no: su una gestione che fa buchi da tutte le parti vi sono elementi oggettivi. Le braccia incrociate dei lavoratori sono molto di più di un segnale". A parlare così, Teresa Benincasa consigliera comunale del Pdl. "E’ il frutto amaro di una politica gestionale basata sui capitali senza diritti né per i cittadini né per i lavoratori ridotti a mendicare il loro giusto guadagno. In vent’anni circa di attività, la gestione della Multiservizi non è mai scesa così in basso a tirare gli stipendi degli operai  con la corda del favore o peggio del ricatto: se ti ribelli e sciopero, ti licenzio. La presidenza, dopo lo scandaloso trattamento degli operai della Ciarapanì impegnati nella differenziata,  vuole  far credere che i lavoratori addetti al delicato servizio di igiene urbana sono solo in preda al sol leone… e che il ritardo a pagare la quattordicesima  è solo colpa dei piccoli comuni che non pagano. Mi chiedo come faccia il sindaco a mantenere alla guida di una società così strategica per lo sviluppo locale, un’accoppiata che neppure si rende conto di quello che dice e come fosse normale dichiara di avere circa 10milioni di euro di mancato incasso: Domanda: visto che si tratta di servizi non ordinati da un commissario ma accesi e gestiti tramite contratti di servizio, perché non interromperli in tempo se producevano solo costi? A mio parere il vertice della multi servizi non spiega la gravità in cui versano i lavoratori. E quello che è peggio è che di mira sono proprio quei lavoratori più umili ed esposti al sacrificio di questi giorni estivi surriscaldati da mille problemi.  A guadare i fatti, il traguardo su cui Biagio d’Ambrosio e Fernando Miletta stanno portando la società, con il sostegno  del sindaco Speranza, è evidentemente il fallimento. Condizione che darebbe il trampolino a quei privati che al 40% del capitale si preparano ad acquisire le quote basse basse di una società senza spina dorsale. In questo contesto appare surreale l’iniziativa degli amministratori di aumentare a sé stessi gli stipendi,  di spende altri soldi per dotarsi di un ufficio stampa con tanto di giornalista professionista e pensare che per contrastare le difficoltà possano bastare quattro colpi di comunicati sulla stampa. Forse se la caverà meno peggio come immagine all’esterno la società, ma la dignità dei lavoratori, dove pensano di nasconderla?  Certo non ci fa una gran figura, quella chioccia di sinistra che professa ecologia e libertà. La solidarietà ai lavoratori - conclude Teresa Benincasa - è un atto doveroso che non può prescindere da interventi seri e urgenti per rialzare le sorti della società, prima che sia tardi".