Lamezia Terme, 19 agosto 2011 - "Non c’è settore della nostra regione che non viva nello stato di emergenza, possiamo scrivere fiumi di parole, tanti autorevoli giornalisti e politici si sono avventurati nell’inseguire un sogno dettato dall’amore viscerale per questa nostra Calabria. Ma occorre constatare che nulla o quasi è cambiato". Così, in una nota, Futuro e Libertà di Lamezia Terme. "Assistiamo a proposte propagandistiche e destabilizzanti, dobbiamo subire senza batter ciglio lo sfaldamento dell’apparato sanitario calabrese in nome del Piano di rientro, la chiusura dei siti ospedalieri - prosegue la nota di Fli - non consente il licenziamento dell’apparato medico e paramedico parte dei costi fissi restano immutati, mentre la riduzione dei servizi alle strutture private provoca il ben servito a medici, infermieri ed ausiliari, due pesi e due misure. La proposta sulla sanità di aprirsi ai Paesi del Mediterraneo lanciata dal nostro vicecoordinatore regionale, Francesco Grandinetti, andrebbe presa in seria considerazione da parte degli organi regionali, mantenere un atteggiamento di superiorità non porta da nessuna parte, il nostro motto è “osare cercare nuove strade” invece di subire passivamente una scaletta algebrica che impoverirà i nostri territori e diminuirà ancor di più i livelli assistenziali alla nostra gente. Negli ultimi giorni abbiamo dovuto assistere a cumuli di rifiuti in territori che sono il biglietto da visita per il turismo calabrese a causa del blocco di qualche discarica, come se i rifiuti fossero un qualcosa di imprevisto, nemmeno in questo siamo stati capaci di prevedere e far funzionare alla perfezione questo settore, mancanza di pianificazione? Incapacità? Menefreghismo? Chiamiamolo come vogliamo, tutte queste cose non fanno che affossare la nostra Regione. Non ci può essere sviluppo - conclude la nota - se il tutto non segue una logica, il turismo non decollerà mai se i trasporti sono carenti, se la nostra sanità non riesce a garantire un servizio efficiente su territori se i rifiuti restano accumulati senza nemmeno aver previsto qualche area di stoccaggio vista l’emergenza. Per concludere la calabria non cambierà mai se i suoi amministratori non si sforzeranno ventre a terra a ridare a questa terrà una struttura che possa farla diventare da fanalino di coda a Prima Donna e la nostra Calabria ha le carte in regola per spiccare il volo".