teatro politeamaLamezia Terme, 8 febbraio 2015 - Il teatro come strumento di promozione culturale per veicolare i valori della legalità, della giustizia e della solidarietà, partendo dalle esperienze quotidiane più semplici: non rispettare la fila, cercare raccomandazioni, accettare lavori non regolari, preferire le scorciatoie e i favoritismi alle vie “ordinarie” per realizzare i propri progetti.

Su questi temi sarà incentrato il laboratorio teatrale sulla legalità dal titolo “Legalità e terra bruciata” che da ieri vede impegnati tanti giovani provenienti dalle  Diocesi di Lamezia Terme, Catanzaro-Squillace, Crotone-Santa Severina, Mileto-Nicotera-Tropea e si concluderà con un’iniziativa pubblica oggi al Teatro S. Eufemia. Il laboratorio teatrale è un’attività promossa dalla Delegazione Regionale della Caritas nell’ambito del progetto “Costruire Speranza” che si prefigge di educare ai valori della legalità e giustizia. L’evento conclusivo di stasera sarà l’occasione per discutere sugli esiti del laboratorio con gli interventi del Vescovo di Lamezia Terme monsignor Luigi Cantafora, del direttore della Caritas Diocesana di Lamezia Terme padre Valerio DI Trapani, della Responsabile Metropolita Centro del Progetto “Costruire Speranza” Isabella Saraceni, degli  attori della compagnia teatrale “DiciessetteBi” Vicky Macrì e Carmelo Giordano, di Giuseppe Rozzoni dell’Associazione “R-Evolution Legalità”. Ad animare e coordinare il dibattito saranno gli animatori del Progetto “Costruire speranza” delle Diocesi di provenienza dei giovani partecipanti al laboratorio: Anna Voci per la Diocesi di  Catanzaro–Squillace, Manuel Massara per la Diocesi di Lamezia Terme, Paolo Ceraso per la Diocesi di Mileto-Nicotera–Tropea. Ai giovani partecipanti al laboratorio, individuati mediante un bando di selezione, verrà data la possibilità di  approfondire, partendo dal vissuto personale degli attori e dalla generale insofferenza alle regole, i comportamenti quotidiani, spesso percepiti come “normali”, messi in atto per ottenere scorciatoie e favoritismi in ogni campo. I partecipanti,  dopo una prima fase di conoscenza interpersonale per la costituzione del gruppo,  verranno formati  teoricamente a partire dall’esperienza che ciascuno di loro ha della realtà che lo circonda, per far emergere le tante forme “micro” di illegalità e di non rispetto delle regole insite nei comportamenti quotidiani.