Lamezia Terme, 9 febbraio 2015 - Riceviamo e pubblichiamo. Gli interventi apparsi sulla stampa in questi ultimi tre o quattro giorni, in cui si è parlato di alcuni argomenti importanti come l’Area Vasta Catanzaro-Lamezia, la ricapitalizzazione della società aeroportuale Sacal, l’eventuale formazione di una società di gestione dei tre aeroporti e io aggiungo perché entra nella discussione l’insediamento dell’infrastruttura del porto turistico a ridosso dell’aeroporto di Lamezia, che dovrà necessariamente essere realizzato dalla nuova Giunta lametina.
Andiamo per gradi. Sull’Area Vasta Catanzaro Lamezia, il dibattito aperto in questi giorni sui giornali dal presidente del Consiglio Comunale di Lamezia: l’ingegnere Grandinetti con il presidente della Provincia Bruno e il sindaco di Catanzaro sorprende un po’. Il tutto è partito da un consiglio comunale aperto tra i consiglieri di Catanzaro e Lamezia, vorrei conoscere di grazia, chi ha proposto per primo questo storico incontro. Se è stata la città di Catanzaro con il presidente Bruno è giustificabile, perché se Lamezia piange per tutte le occasioni perdute Catanzaro non ride, anche se in tutti questi anni ha scippato a Lamezia tutto il possibile a cominciare dall’università per passare alla sanità e per finire all’aeroporto di cui parleremo fra poco. Se la città dei Tre Colli, oggi, ha deciso di scendere a valle, per portarsi giù tutto ciò che finora ha avuto, ancora non ha chiarito da quale parte vuole andare. Se l’Area Vasta coinvolge i famosi 80 paesi di cui parla il presidente Bruno e poi va verso Soverato, se la inventino loro. Se viceversa questa Area Vasta deve costruirsi verso la Piana se ne potrà parlare, bisogna tenere presente che la Lamezia ha una estensione di 160 Km quadrati, è una delle città più estese d’Italia, ma ha un solo problema che in ogni chilometro quadrato vivono soltanto 400 abitanti, mentre nella vicina città di Cosenza più piccola per estensione vivono 1000 abitanti. Quindi, se si vuole fare davvero qualcosa a partire dall’istmo di Marcellinara, la futura Giunta lametina e il futuro sindaco dovranno aprire gli occhi e le orecchie. Perché di grandi fregature dagli anni ’70 in avanti Lamezia ne ha prese molte, con l’università che andò al “posto giusto” e questo posto non era certo la nostra città. Aggiungo il polo sanitario che finora ha convogliato il tutto nella città di Catanzaro, mettendo in condizione l’ospedale di Lamezia di essere sul punto di chiusura e la famosa metropolitana di superfice, che ancora non si capisce da dove si vuol far passare. Però, non posso non finire con l’aeroporto, che da quando è natoha avuto presidenti e direttori generali di nomina catanzarese. Adesso, quindi, parliamo dellaricapitalizzazione della Sacal e della proposta dei sindacati per l’unificazione delle società aereoportuali. I due argomenti, mi trovano perfettamente concorde con le tesi dell’avvocato Luigi Muraca, apparse sulle stampa. Per quanto riguarda la proposta dell’azionariato dico all’avvocato che sfonda una porta aperta, in quanto il sottoscritto parlò in una trasmissione televisiva oltre due anni fa della possibilità per i lametini di acquistare le residue azione che restano in giro attraverso un azionariato popolare, in quanto gli enti pubblici in questo momento sono ormai alla frutta. Per evitare che qualche sparviero, si inserisca ad acquistare i residui sei milioni di euro che restano per arrivare a dodici, la prossima Giunta dovrà occuparsi davvero di prendere questa iniziativa. Sappiamo tutti come ho detto prima, che la Sacal è guidata da sempre da presidenti e direttori generali designati dal sindaco di Catanzaro con il presidente della Provincia, anche se il Comune di Catanzaro in termini di azioni viene molto dopo quello di Lamezia e la Provincia di Catanzaro è stata superata per azioni dal comune della Piana, da quando nel 1977 gli enti pubblici dovettero raddoppiare per la prima volta le quote azionarie per legge. Il sottoscritto, che allora era consigliere di amministrazione della Sacal in quota An in rappresentanza della Provincia di Catanzaro, nell’operazione sorpasso ebbe un ruolo non marginale, ma corretto in ogni sfumatura. Talmente corretto che vinse la sua battaglia contro la presidenza della Provincia, dalla quale era stato revocato, prima al Tar e poi al Consiglio di Stato. Mi fermo qui, sull’argomento. Dico solo che per fare gli interessi della città di Lamezia sinistra e destra si ritrovarono nel tutelare i lametini. Così come sta avvenendo in questo momento nella battaglia per salvare la sanità lametina. In quasi 50 anni di storia della Sacal al Comune di Lamezia è sempre toccata la vicepresidenza. Soltanto una volta fu nominato un presidente lametino: all’inizio del secondo mandato Speranza, quando per una buona azione dello Spirito Santo fu eletto per la prima volta il giudice Giuseppe Vitale, al quale personalmente diedi gli auguri da una tv privata e dissi anche che sarebbe rimasto in quel ruolo solo per qualche mese. Così avvenne. Per chiudere gli argomenti, la società unica che dovrebbe gestire i tre aeroporti diventerebbe fallimentare, perché nel momento in cui l’aeroporto di Lamezia diventa strategico si prevede sullo scalo lametino il raddoppio di passeggeri da 2 a cinque 5 milioni fino al 2020. I due aeroporti di Crotone e Reggio, avranno sicuramente una valenza nazionale perché gran parte dei passeggeri che passano da Lamezia vanno in quelle zone ricche di villaggi turisti nel vibonese, nel crotonese e nel reggino. Queste zone della Calabria, sono già dotate di infrastrutture alberghiere, villagistichee portuali con le quali Lamezia finora non ha potuto competere, visto che i due villaggi presenti a ridosso dell’aeroporto: Marinella e Ginepri, sono due autentici dormitori. Per quanto riguarda il porto turistico, il progetto che è depositato nell’archivio comunale risale a circa 30 anni fa, un bel progetto prodotto dall’assessore all’urbanistica del tempo: l’ingegnere Vittorio Mazzei, che fu votato in Consiglio comunale all’unanimità compresi noi tre missini, che eravamo fuori dall’Arco costituzionale. L’attuale assessore ai lavori pubblici Zaffina, che all’epoca era consigliere di maggioranza della Dc e che affiancò Mazzeinel portare avanti il progetto conosce molto bene l’argomento. Si tratta solo di riaprire il discorso e la prossima giunta si dovrà preoccupare di questo insediamento importantissimo, per il futuro non solo del litorale lametino ma di tutta la città.
Riccardo Viola