Lamezia Terme, 10 novembre 2011 - "Ribadire la centralità di Lamezia nel sistema delle relazioni regionali, e non solo per la sua funzione di “piattaforma logistica infrastrutturale”, si rischia di cadere nell’ovvietà e di apparire banali. Questo rischio bisogna purtroppo incrociarlo perché nonostante l’evidenza, ancora oggi, le classi dirigenti regionali non danno l’impressione di voler affrontare il tema. E se questo non accade tantomeno si può pensare che qualcuno possa sollevarsi la coscienza rilevando la carenza delle classi dirigenti lametine". Così, in una dichiarazione, il commissario cittadino del Partito democratico, Giovanni Puccio. "Lamezia - prosegue - è un grande snodo di problemi e di potenzialità che non è stato adeguatamente affrontato e nel quale anche il Piano Strutturale sarà chiamato ad esprimersi per quanto gli compete sapendo però, che gran parte delle domande non potranno trovare risposta solo in ambito locale. I problemi e le opportunità potranno trovare soluzione se entrano concretamente nell’agenda dei governi nazionali e regionali e se su questa agenda non si perdono le tracce a seconda dei governi che si succedono, altrimenti, il rischio della dimenticanza si tradurrà in dura realtà. Si verificherà, cioè, quello che sta già accadendo: ciò che doveva essere un punto di forza - l’accordo di programma tra Regione, Provincia e Comune - per un complesso di progetti sull’area Lamezia-Catanzaro, si perderanno definitivamente lungo i percorsi tortuosi dell’attuale governo di centrodestra. Un governo che mentre si parla di una nuova stagione per le aree produttive della Regione perde di vista il riordino della “governance” sulle aree industriali e i finanziamenti programmati. Mentre si annunciano gare d’appalto per la nuova aerostazione di Lamezia, che sta oggi letteralmente scoppiando sotto la spinta della progressiva crescita dell’utenza, poi non si verifica nulla sul piano delle disponibilità finanziarie per realizzare una nuova struttura. Mentre si parla della riqualificazione del sistema sanitario, si smantellano presidi, si mettono in discussione gli standard di sicurezza e nulla si fa per realizzare poli di eccellenza (Centro traumatologico) che qualificherebbero l’intero sistema. I rappresentanti della maggioranza regionale di centrodestra lamentini, nel mentre annunciano concertazioni improponibili, non danno l’impressione di accorgersi che si stanno perdendo le opportunità che già si pensava di avere conquistato. Mentre tutto questo accade si pensa che possa essere sufficiente una riorganizzazione politico-istituzionale locale ad invertire la rotta? A quasi due anni dalle elezioni del 2010, il governo di centrodestra alla Regione, fondato sui due poli di Reggio Calabria e di Cosenza, sta lasciando andare alla deriva l’area di Catanzaro-Lamezia. Per riportare al centro Lamezia Terme ed i suoi territori occorre, allora, ridefinire il Patto regionale. I soggetti protagonisti, tra cui il Comune, devono tornare a concertare; le scorciatoie interne rischiano di disgregare il sistema politico ed istituzionale di Lamezia ed indebolirlo. L’area delle alleanze tra le forze progressiste, riformiste e le forze moderate devono ritrovare il senso di un percorso unitario nel quale il patto per un governo di transizione occorrerebbe stabilirlo a livello regionale. L’alleanza tra Pdl e Udc e il cosiddetto Terzo Polo non regge alla prova dei fatti e, ancora di più, sarà esposto alle tensioni della crisi nazionale. Il tema, quindi, non può essere affidato ad ipotetici governi tecnici, ma ad una prospettiva politica, nella quale le forze più coerenti del riformismo lametino tornano a confrontarsi per trovare un comune impegno. In tale contesto - conclude Puccio - anche il governo di centrosinistra della città di Lamezia potrà trovare il terreno sul quale rilanciare la propria scommessa innovativa".