Benincasa Teresa27Lamezia Terme, 12 febbraio 2015 - Riceviamo e pubblichiamo. In una fase così poco ricca di esempi e modelli positivi per i giovani, in un presente parco di occasioni culturali di una certa statura, sarebbe stata una grande occasione l’eventualità di ottenere una particolare autorizzazione per la proiezione a Lamezia Terme del film “Romeo e Giulietta”.

Ancora di più sarebbe occasione felice la presenza del regista Carlo Carlei, perché realizza un “sogno” per chi ha integro il senso del riconoscimento artistico e dell’orgoglio di un’identità che ha saputo coltivare le sue aspirazione applicando nello studio e nel sacrifico la realizzazione migliore. Anche al di fuori dell’appuntamento commerciale del 12 febbraio, dedicato all’amore di cui la pellicola ha rinnovato attualità e la sua mancata distribuzione ha deluso le attese dei tanti giovani a cui il film è pensato. A mio modesto avviso, l’opportunità per Lamezia di organizzare la proiezione del film di Carlei e di motivare la presenza del regista, meriterebbe uno sforzo operoso. Davanti a una iniziativa intrapresa con serietà e impegno, non ho dubbi che Carlei sarebbe felice ponendo solo condizioni di date, da conciliare necessariamente all’agenda di un regista di fama internazionale, che sebbene snobbato in Italia, è divenuto cult negli Sati Uniti d’America dove vive e lavora da decenni. Il fatto  che il suo film “Romeo e Giulietta” non abbia trovato spazio nella distribuzione italiana, tanto meno nelle multisale The Space, è un fatto che contrasta con il successo al festival di Roma, dove il film fu presentato in anteprima nel 2013, riscontrando grande favore dal pubblico: non si capisce perché un prodotto destinato ai giovani non abbia la possibilità di un'uscita più popolare. Se questo è un mistero italiano condizionato dalla distribuzione che anche in questo settore non promuove qualità, c’è uno sforzo “locale” che ancora si potrebbe tentare. Avrebbe molto senso che la città che a Carlei ha dato i natali promuovesse, un'iniziativa in tale direzione, anche con il patrocinio di altri Enti e aziende. Non si capisce perché, accanto ad una campagna volta a far conoscere tutti i morti ammazzati per mafia,  prova ne è la toponomastica di vie e giardini, Lamezia Terme, che non è neppure l’ultima città in Calabria e che non è periferica rispetto al bacino calabrese, non riesce a determinarsi per far conoscere la grandezza artistica di un figlio di questa città: Carlo Carlei. Da consigliere comunale, alla formale proposta per inaugurare il teatro comunale “Grandinetti” proprio alla presenza di Carlei, abbinata ad una prima di Romeo e Giulietta, l’unica a rispondere fu Angela del Piaz, direttore artistico della felice stagione teatrale ferma all’anno 2013. Eppure, nella storia professionale di Carlo Carlei i nostri giovani avrebbero moltissimo da ascoltare e prendere ad esempio. Non dell’esplodere delle passioni disgreganti e delle polemiche verbose hanno bisogno i giovani ma di esempi così positivi e veri come Carlo Carlei: hai visto mai? Sì!  Anche ascoltato…e fu un giorno di grata e ammirata conoscenza, un di quei giorni in cui prevale la fierezza di avere gli stessi natali di Carlo Carlei...


Teresa Benincasa
Consigliere comunale
Lamezia Terme