Lamezia Terme, 17 febbraio 2015 - A Lamezia ormai si è in campagna elettorale in vista delle elezioni comunali di maggio. In attesa di assistere all'apertura dei comitati elettorali, sono stati inaugurati i primi punti d'incontro. Nel centrosinistra, finalmente, decisa anche la data delle primarie che si terranno il 22 marzo.
Nel centrodestra, invece, tutto tace intorno alla possibilità dell'utilizzo di uno "strumento" che, obiettivamente, non sta nelle "corde" di questa coalizione. Ma tant'è! Il tempo stringe e riteniamo di difficile applicazione la scelta di correre con un solo cavallo come avverrà nel centrosinistra. Dunque, gran fermento tra gli aspiranti sindaci ma ancora di alleanze nessuna certezza. Nel centrosinistra per le primarie sono in pista, Nicolino Panedigrano e Rosario Piccioni. Poi, dovrebbero misurarsi con questo "strumento democratico" anche Tommaso Sonni, Claudio Cavaliere, Andrea Falvo, Francesco Grandinetti, Peppino Zaffina e qualche altro ancora. Chissà? Discorso diverso invece, come già ricordato, nel centrodestra dove al momento corrono da soli, Paolo Mascaro con due liste civiche e l'appoggio forse di Forza Italia e Udc; Pasqualino Ruberto con svariate liste, Nicola Mazzocca con una civica, Armando Chirumbolo con un'altra civica appoggiata da Forza Nuova. Insomma, se la frammentazione a sinistra è storica, figlia di una dialettica democratica che si perde nella "notte dei tempi" e che poi comunque riconduce all'unità, non si può dire la stessa cosa del centrodestra dove, dopo le due consecutive sconfitte (Luzzo nel 2005 e D'Ippolito nel 2010), la lacerazione continua. L'opposizione di centrodestra, infatti, non riesce ad esprimere ormai da più lustri un candidato unitario perché, evidentemente, la stessa opposizione nel corso degli anni non ha saputo (voluto!?) remare unita e nella stessa direzione. Se non interverrano fattori aggreganti o comunque affermazioni di personalità capaci di sovvertire ogni pronostico, il centrosinistra potrebbe vincere ancora. Certo, se non dovesse riuscirci al primo turno, al ballottaggio forse, il centrodestra, memore delle passate "batoste" potrebbe cambiare atteggiamento e mettere da parte velleità di singoli nell'interesse dell'unità. Ma siamo sempre al "potrebbe" e con la spada di Damocle di "trappole" e inciuci ormai a tutti noti. (A.C.)