Lamezia Terme, 18 dicembre 2011 - "Una conferenza stampa, ben pubblicizzata da ricca affissione di manifesti in tutti i quartieri della città, annuncia la “Prima rassegna teatrale in vernacolo” della città di Lamezia Terme". Fin qui la cosa appare come un fatto degno di nota e come una iniziativa foriera di ulteriori sviluppi. “I Dialettanti” rimango perplesso e mi chiedo quali criteri siano stati adottati per la scelta dei gruppi partecipanti, tutti di altre città se si fa eccezione per soli due gruppi lametini di cui uno, pare, aggiunto all’ultimo momento. Mi domando: “Prima della programmazione della rassegna, sono stati almeno consultati gli elenchi delle Associazioni teatrali lametine, iscritte all'albo comunale? Ben scarsa appare l'attività teatrale a Lamezia Terme se la Rassegna privilegia gruppi “forestieri” (sette su nove)! O, forse, gli altri gruppi, eventualmente presenti a Lamezia e (perchè no?) quelli presenti nel territorio vicino a Lamezia non sono stati ritenuti degni di partecipare a questo evento così importante e significativo? ”I Dialettanti”, il gruppo teatrale più anziano, in attività già da oltre dieci anni, ha, tra l'altro, onorevolmente rappresentato fuori dalla Calabria, a Settimo Torinese (TO), il Comune di Lamezia Terme. Come si ricorderà, negli anni 2007 e 2008 i Dialettanti si sono esibiti al Teatro “Garibaldi” della cittadina piemontese. Nel 2007 è stata rappresentata la commedia brillante “U saracuni”, in occasione del gemellaggio tra le due città; “Falso in atto pubblico”, il secondo lavoro presentato dal gruppo teatrale lametino è andato in scena nel 2008, per la ‘Giornata Calabrese in Piemonte’. Il gruppo attualmente, sta proponendo, l'ultimo lavoro “....Pua si ndi parra...” , accolto con grande favore e apprezzamento dal pubblico in occasione della chiusura dell’anno accademico dell’Uniter e anche in diversi centri di tutto il territorio calabrese. Esprimo tutto il mio rammarico per l'esclusione da una Rassegna a cui si sarebbe potuta dare una connotazione più naturale riconoscendo la priorità, nell’eventuale partecipazione, ai Gruppi presenti nella città e nel territorio circostante, se non altro per l’ importante obiettivo culturale di proporre il dialetto lametino in tutte le sue sfaccettature e assonanze. L’uso di criteri che non contemplano l’esigenza della promozione delle risorse territoriali, appare incauto se non proprio discutibile sul piano della legalità. Colgo l’occasione per porgere affettuosi auguri di buone feste
Il presidente
Francesco Ruberto