Lamezia Terme, 19 dicembre 2011 - Arrestate alle prime ore di stamane tre persone ritenute responsabili di numerosi episodi di cessione di stupefacente del tipo eroina, ricettazione ed estorsione. L’illecita attività avveniva nella zona di Maida, periferia est di Lamezia, ove era stato notato un sospetto movimento di soggetti dediti all’uso di sostanze stupefacenti, anche giovanissimi, provenienti da Lamezia Terme. L’attività investigativa svolta ha permesso di raccogliere da subito gravi indizi di reato a carico degli arrestati che utilizzavano un linguaggio in codice per indicare le dosi di stupefacente da procurare ai loro clienti. Ma oltre ad offrire sistematicamente la droga , gli arrestati non disdegnavano di accettare quale compenso per le dosi anche beni provento di furto e se non venivano saldati i debiti di droga ponevano in essere minacce per ottenere i soldi .Ulteriori notizie sulla vicenda saranno fornite nel corso della mattinata.
Gli arrestati
Marcello Pileggi, di 43 anni, Valdete Shahini (26), albanese e Nicola Procopio (44)
I dettagli dell'operazione
Nelle ore dell’odierna mattinata personale del Commissariato di PS di Lamezia Terme ha dato esecuzione all’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal Gip Borelli su richiesta del Pm Esposito a carico di Pileggi Marcello classe 68, Shaini Valdete detta Milka di nazionalità albanese, classe 85 e Procopio Nicola classe 67. I reati contestati vanno dallo spaccio di sostanze stupefacenti alla ricettazione ed estorsione. La vicenda trae origine da informazioni acquisite dalla squadra investigativa del Commissariato di Lamezia nell’ambito di pianificati servizi di prevenzione e repressione dei fenomeni criminali legati al traffico e spaccio di stupefacenti nella zona di Maida e paesi limitrofi.L’attività investigativa svolta permetteva di accertare l’esistenza di una collaudata rete di spaccio operante nel territorio lametino perpetrata dal Pileggi e dalla compagna Milka. Sin dalla fase iniziale dell’attività investigativa emergevano elementi utili per cristallizzare la condotta criminale ascritta agli indagati. Le complesse attività tecniche svolte consentivano di svelare il particolare modus operandi del Pileggiil quale, una volta approvvigionatosi dello stupefacente, contattava telefonicamente gli
assuntori, ai quali, utilizzando un linguaggio criptico, proponeva l’acquisto dello stupefacente dando loro appuntamento in specifiche zone della città. La Milka oltre a concorrere fattivamente nella cessione dello stupefacente partecipando agli
incontri e fissando in prima persona gli appuntamenti dello spaccio, si adoperava soprattutto per il recupero del denaro dagli assuntori, ai quali, nei casi di ritardi nel pagamento, estorceva le somme dovute con estrema violenza verbale e pressanti minacce in alcuni casi consistenti anche nel rivelare ai prossimi congiunti il loro stato di tossicodipendenza. Nel corso delle indagini emergeva inoltre che spesso i due indagati accettavano di cedere la sostanza stupefacente ricevendo in luogo del denaro altra merce di scambio, anche di illecita provenienza, come orologi e attrezzi meccanici, che successivamente gli stessi provvedevano a “piazzare” alimentando quindi un lucroso mercato illegale. L’intera attività di spaccio veniva costantemente monitorata dagli agenti del commissariato di Lamezia, i quali attraverso intercettazioni telefoniche e prolungati appostamenti anche in orari notturni riuscivano ad ottenere diversi riscontri oggettivi rinvenendo dosi di sostanza stupefacente del tipo eroina, addosso ai consumatori dopo l’avvenuta cessione. A seguito del provvedimento restrittivo il Pileggi dovrà rispondere di spaccio e ricettazione, la Milka di spaccio ed estorsione ed il Procopio di ricettazione. Per i primi due è stata disposta la misura della custodia cautelare in carcere mentre per il terzo quella degli arresti domiciliari. (Nelle foto, a sinistra in alto Pileggi, sotto Shaini e a destra Procopio)