La_Destra_logoLamezia Terme, 26 febbraio 2012 - "Alla fine, quello che è accaduto alla scuola “don Saverio Gatti” è stato, da quanto si evince in una nota stampa dei carabinieri di Lamezia Terme, un grave atto vandalico da attribuire a “giovani annoiati, spavaldi, con tanta energia ed esuberanza da sprigionare, ma soprattutto con tempo libero da impiegare”. Così, il segretario de La Destra lametina, Domenico Furgiuele. "Niente criminalità - proegue - ne tantomeno nessun collegamento con l’approssimarsi dell’ennesima manifestazione antimafia in città, per i Carabinieri si è trattato di una “ragazzata”. Eppure la smania di ricercare a tutti i costi la matrice “ndranghetista”, sin dal primo momento  ha spinto associazioni e politici a lanciarsi in attestati di solidarietà e a confermare la loro, non richiesta, presenza alla manifestazione di giorno 29  “Il giorno che non c’è…”. Qualcuno era perfino arrivato ad affermare che si trattasse di ".. un fatto gravissimo dimostrazione che le cosche non vogliono invasioni di campo", dando prova di una visione poco perspicace e faziosa dell’accaduto, e confermando che  per la “militanza dell’antimafia” tutto fa brodo, soprattutto  quando non si conosce la città e si corre il rischio di imbattersi nel solito flop di presenze. Noi de La Destra, al contrario di quanti tra politici, associazioni ed autorità, si affrettano a prenotare un posto in prima fila al “Grande Avvenimento”,  ribadiamo la nostra assenza, ma  nello stesso tempo invitiamo quanti, tra i “liberi” cittadini di “Capizzaglie”, intenderanno partecipare a non farsi strumentalizzare dai soliti “tromboni della politica”che vedono questa occasione solo come palcoscenico utile alle loro tristi carriere. Critici ma propositivi nello stesso tempo, non ci stancheremo mai di affermare che l’impegno contro la mafia non può prescindere dalla questione “Lavoro”, unico e concreto antidoto al ricatto morale  di cui si serve  l’ndrangheta, ma di cui è corresponsabile  la stessa politica che - conclude Furgiuele - con il suo assistenzialismo e facendo leva sulla disperazione dei giovani disoccupati, il più delle volte crea facili e dannose  illusioni, che possono diventare comodi pretesti percondotte delinquenziali".