Sel_logoLamezia Terme, 29 marzo 2012 - Riceviamo e pubblichiamo. Il segretario provinciale di “Labor”, Pasqualino Ruberto, ieri sera, si è lasciato prendere la mano forse a causa della vicinanza del presidente Scopelliti. La sua foga oratoria ne è stata certamente influenzata, altrimenti non si spiega come mai abbia abbandonato il suo riconosciuto atteggiamento moderato. E’ vero che il battesimo pubblico del suo movimento  è un’occasione di celebrazione, ma decantare le lodi del presidente della regione appare un esercizio di fedeltà e fiducia davvero incondizionata che mal si coniuga con la realtà che tutti i calabresi hanno ormai imparato a conoscere. Quello che si è già verificato in termini di pesanti procedimenti giudiziari per reati gravissimi, sia nei riguardi di assessori che di consiglieri regionali, per Ruberto evidentemente sono solo dettagli di scarso valore. E’ ben strano che chi, come lui, è stato nominato presidente della Fondazione “Calabria Etica” possa permettersi il lusso di sorvolare su tutto ciò. Come è strano che il compenso per lo svolgimento di tale ruolo, pari a 5.100 euro al mese, sia stato autodeterminato dallo stesso Ruberto su autorizzazione dello stesso Scopelliti.  Evidentemente la stima e la fiducia sono reciproche. Ci permetta di evidenziare, però, che appare sospetto o quanto meno passibile di piaggeria interessata il suo totale ed incondizionato sostegno a Scopelliti che, ancora una volta, non si capisce bene con chi se la prende quando parla di lobby interessate a fermare il cambiamento o di giornalisti in malafede. Chissà se si riferisce anche alle forze dell’Ordine e alla magistratura che da tempo sono impegnate a svelare quanto di torbido si è addensato prima al comune di Reggio Calabria e adesso in seno alla regione.  Il tempo ci darà la giusta soluzione. Quello che già oggi tutti noi sappiamo è che l’inefficienza di questo governo regionale sta ulteriormente sfiancando la Calabria. La sanità è al collasso, lo sviluppo una chimera, la legalità un optional. Ancora più paradossale e puerile appare, poi, ogni tentativo di indicare in altri presunte manchevolezze. Troppo semplice, da parte di Scopelliti, ridurre a semplice consiglio l’inopinata e scorretta uscita contro il sindaco di Lamezia Terme per la questione dell’accampamento Rom di Scordovillo. E’ facile proporsi come sindaco efficiente quando si può disporre, come è successo a lui, di ingenti risorse economiche provenienti dal cosiddetto “decreto Reggio” e, poi, fingersi sordo alla opportuna richiesta di contribuire a risolvere da governatore una questione che si trascina da 30 anni. Abbiamo letto che esisterebbe un progetto per la nostra città. Ebbene ci piacerebbe conoscerlo nel dettaglio anche se, ne siamo persuasi, ancora una volta si è trattato solo di vuoti annunci visto che, nei fatti, per sanità, sviluppo produttivo, ambiente e trasporti Lamezia Terme è costantemente penalizzata.

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Lamezia Terme