Tribunale_Lamezia2Lamezia Terme, 6 luglio  2012 - "E' giusto ridurre il numero dei Tribunali. La razionalizzazione delle sedi giudiziarie serve a migliorare il servizio della giustizia per i cittadini. Tuttavia, il criterio per cui si privilegiano i capoluoghi di provincia è corretto ma non può essere l'unico: ogni territorio ha delle specificità". Così, il vicepresidente del Senato, Vannino Chiti. "A Lamezia Terme, ad esempio, si sono verificati molti attentati ad opera della criminalità  organizzata, come quelli compiuti contro la comunita' don Giacomo Panizza. Anche  Libera e diverse associazioni antiracket hanno denunciato una situazione di allarme sul piano della sicurezza in quel territorio. Mi auguro che in sede di verifica delle diverse situazioni, pur mantenendo fermo l'obiettivo di razionalizzazione, si possano rivedere le decisioni per casi come quello di Lamezia Terme".

Il rammarico di Ida D'Ippolito

“Non posso nascondere il mio rammarico per la scelta del ministro Severino di non ammettere in questa fase deroghe alla legge delega sul riordino dei tribunali. In questo modo si riapre il confronto in sede parlamentare su fondamentali presidi di contrasto alla criminalità organizzata e alle altre forme di illegalità come il tribunale di Lamezia, in una regione come la Calabria che più di tutte è impegnata in una lotta senza quartiere alla malavita organizzata”. Lo afferma in una nota la deputata dell’Udc Ida D’Ippolito Vitale, componente delle Commissioni Giustizia e Antimafia di Montecitorio. “Un rammarico più grande ove si consideri che l’accordo raggiunto tra le forze di magioranza avrebbe consentito da subito la messa in sicurezza del Tribunale di Lamezia.
La decisione di un partito della maggioranza di rompere tale accordo, determinante per la scelta del Ministro, ci costringe ora a riscrivere un percorso in difesa del nostro Tribunale già felicemente tracciato e rispetto al quale ribadiamo il nostro positivo impegno. Il Tribunale rimane, infatti, un punto fermo dell’impegno politico personale e dell’UDC che ci vedrà riproporre in Commissione Giustizia le ragioni che rendono sostenibile la richiesta di mantenerlo in vita, con la fiducia che il risultato sarà comunque raggiunto. Mai come ora è tempo di fatti e non di parole, di comportamenti responsabili e costruttivi, di una politica alta fuori dalle logiche di campanile. Non vogliamo entrare oggi nel gioco polemico delle responsabilità e delle colpe; lo faremo quando l’iter parlamentare sarà concluso e le decisioni saranno state assunte. Sarà quello il momento di delineare il quadro d’insieme sui comportamenti e i percorsi, il ruolo e le responsabilità di ciascuno”.