Lamezia Terme, 10 ottobre 2012 - Alla luce del dibattito nazionale e regionale in merito al riordino e/o accorpamento delle Province in relazione alla legge n. 135 emanata dal Governo Monti per ridurre la spesa di funzionamento degli Enti territoriali, il Movimento Labor di Lamezia Terme ritiene necessario avviare un dibattito urgente in città in vista della scadenza del 28 ottobre prossimo allorquando il Consiglio regionale della Calabria, dovrà - in seguito all’elezione del Cal “Consiglio regionale delle Autonomie - discutere e deliberare sul provvedimento relativo al riordino o accorpamento degli Enti intermedi. Subito dopo, lo stesso Consiglio regionale dovrà prendete atto delle decisioni dell’Assemblea e girare “la pratica” alla Giunta regionale che - a sua volta -dovrà riferire al Governo centrale. Il Movimento Labor, ritiene che ci sia ancora una giusta e legittima aspettativa dei cittadini di Lamezia a rivendicare, in questo contesto storico, un ruolo significativo per Lamezia e il suo comprensorio. Al tal fine, Labor ritiene che in un eventuale “nuovo” riassetto territoriale, si potrebbe presentare l’opportunità di rivedere i confini territoriali dell’attuale Provincia di Catanzaro che quasi certamente riassorbirà i territori di Vibo Valentia e Crotone. Al tal fine Labor invita il sindaco di Lamezia, Gianni Speranza, membro del Cal, a far valere in quella sede la peculiarità del territorio lametino avanzando la formale proposta di rinominare la Provincia di Catanzaro in Catanzaro-Lamezia Terme. Così facendo, si darà l’opportunità ai cittadini del Vibonese di avvicinare l’Ente intermedio al proprio territorio orbitando su Lamezia e, di conseguenza, il territorio Crotonese a quello Catanzarese. L’appello-invito di Labor è esteso anche a tutti i parlamentari lametini, ai consiglieri regionali e al presidente stesso del Consiglio regionale. Un nuovo grande territorio politico-amministrativo, una “Provincia” estesa dallo Ionio al Tirreno con le due città centrali della Calabria unite per dar corpo seriamente alla quella grande area urbana che possa aiutare lo sviluppo delle due consorelle, Crotone e Vibo. Questa è, per il Movimento Labor di Lamezia, la vera svolta di questo millennio per eliminare definitivamente biechi campanilismi e dare anche a Lamezia la sua giusta valenza in ambito istituzionale. Nonostante i tagli e i sacrifici imposti dal Governo Monti, questa potrebbe essere l'ultima occasione per Lamezia per rilanciare il suo territorio e per avere una concreta e presenza dello Stato. Vi è da aggiungere che non si tratta di una richiesta legata al pennacchio, bensì di un reale bisogno del territorio senza la quale (istituzione Provincia) ogni giorno che passa Lamezia rischia di perdere qualcosa. Per ciò che riguarda la proposta in sé, si porta a conoscenza di quanto sta accadendo in altre realtà italiane. In Toscana, si dovrebbero fondere Prato-Pistoia-Lucca e Massa Carrara; Pisa e Livorno, Arezzo e Siena, con Grosseto unita a una delle ultime due. In Lombardia, l’ipotesi è di unire Cremona e Lodi, e poi Varese-Como-Lecco-Monza Brianza. Restano Pavia, Brescia, Bergamo e si chiedono deroghe per Sondrio e Mantova. In Campania Benevento è troppo piccola, dovrebbe unirsi ad Avellino. In Veneto il Cal ha deciso che le province devono restare sei, oltre alla città metropolitana di Venezia. Nelle Marche, il Cal si è spaccato in modo bipartisan e ha sancito che le province passino da 5 a 4: Ancona, Pesaro-Urbino, Ascoli-Fermo e Macerata, nonostante quest'ultima non abbia i requisiti. In Liguria, Genova diventa città metropolitana, e le province diventano Savona-Imperia e La Spezia. In Emilia Romagna la città metropolitana è Bologna. Resta Ferrara, mentre si unificano Piacenza e Parma, Reggio Emilia e Modena, e Rimini, Forli e Ravenna in un'unica "provincia della Romagna". In Abruzzo, si passa da 4 a 2: L'Aquila-Teramo e Pescara-Chieti. In Puglia, Barletta, Andria e Trani vanno con Foggia, Lecce rimane e si fondono Taranto e Brindisi per la grande Provincia del Salento.
Movimento Labor lamezia
Il coordinamento cittadino