Lamezia Terme, 12 ottobre 2012 - Il Comitato civico S.I.N.T.A.L., decide di prendere una chiara posizione in favore ed a tutela della Casa circondariale di Lamezia Terme. In primo luogo bisogna precisare - afferma il presidente Cesare Materasso (nella foto) - che questa struttura penitenziaria va difesa e mantenuta, in quanto strettamente necessaria e funzionale al Tribunale di Lamezia Terme. Lasciare il detto Palazzo di Giustizia privo dell’appoggio di una struttura detentiva, sarebbe un contro senso alquanto assurdo che si comprende meglio se si pensa che non esiste in Calabria altro esempio di Tribunale senza carcere collegato. Addirittura anche dopo la soppressione del Tribunale di Rossano, il ministero ha comunque lasciato in quel territorio lo stesso la struttura detentiva. Sicuramente, come evidenziato dal sindacato Uilpa, la struttura di Lamezia Terme non risponde a pieno a quelle esigenze tecnico strutturali consone e funzionali, sia per gli ospiti che per il personale e per i mezzi. Non si può dimenticare- continua il presidente del Comitato Cesare Materasso- che in Italia tali fenomeni non riguardano solo la struttura di Lamezia Terme, ma invece fanno parte di una problematica ben più ampia che investe gran parte degli Istituti detentivi, con fenomeni di sovraffollamento ed inadeguatezze anche strutturali, però questo non significa che queste problematiche debbano essere risolte con un taglio netto. Quindi, non si può assolutamente pensare ad un’ipotesi di soppressione, che avrebbe conseguenze importanti sul territorio e sulla stessa funzionalità del Tribunale Penale di Lamezia Terme e degli stessi magistrati che sarebbero privati di un riferimento vicino ed importante nell’esercizio delle loro funzioni, già di per sé molto gravose. Difendere, dunque, la Casa Circondariale di Lamezia Terme, ove vi sono attualmente addetti circa 47 agenti, sei impiegati civili più un direttore, risulta essere un atto dovuto e necessario. Necessario in primo luogo per la funzionalità del Tribunale Lametino, nonché per salvaguardare l’indotto economico che la struttura carceraria movimenta sulla Città, in termini di servizi manutentivi e di forniture, oltre che di familiari dei detenuti (circa 80 detenuti ospitati su una prevista capienza di 44 posti) che si recano in visita al nostro carcere cittadino. Quindi prima di asserire che Lamezia Terme merita una struttura più consona e certamente migliore, bisogna riflettere sul dato che se questa attuale struttura viene soppressa e cancellata dalla geografia dell’Amministrazione Penitenziaria, come è pensabile si possa auspicare ad una nuova edificazione. La storia insegna a Lamezia, che ciò che viene tolto non ritorna più. Non può nemmeno farsi passare la soppressione del carcere Lametino in un’ottica risparmio e di tagli ministeriali, in quanto in Italia esistono strutture anche più piccole di quella di Lamezia, ma che il Ministero non intende sopprimere. Il Comitato civico S.I.N.T.A.L., invece ha il forte e fondato sospetto che dietro l’ipotesi di soppressione del carcere lametino, vi siano, ancora una volta, fenomeni di “scippi” a danno di questa città, con lo spostamento di tutto il personale attualmente presente sulla struttura di Lamezia verso nuovi padiglioni che si stanno appontando in altre strutture già presenti in città vicine a Lamezia Terme (Siano di Catanzaro). Quindi, non una politica di risparmio pubblico, ma bensì una politica di penalizzazione di un territorio in favore dello sviluppo sempre più crescente di un altro territorio".