Lamezia Terme, 15 marzo 2015 - "L'attenzione della 'ndrangheta nei suoi confronti, il fatto che sia considerato d'ostacolo ai loro sporchi affari, ci deve incoraggiare tutti, per primo lui, a continuare con determinazione e con fermezza la lotta di liberazione della nostra terra da questi parassiti".
Così una nota della Cgil. "Gianni Speranza è un uomo per bene, una persona rispettosa delle Istituzioni, un sindaco schierato apertamente contro la 'ndrangheta, un uomo della sinistra da sempre attento alle istanze del mondo del lavoro. La Cgil non vuole oggi esprimere un giudizio sull'Amministrazione Speranza - rispettosi del dibattito elettorale in atto – ma non ci chiamiamo fuori: porteremo il nostro punto di vista, nell'interesse dei lavoratori, dei giovani, dei precari, dei disoccupati e dei pensionati che a Lamezia, come in ogni posto del mondo dove il sindacato esiste, rappresentiamo".
Le minacce...
Il tutto era emerso nel corso di un colloquio intercettato nel 2012 dalle forze dell'ordine, nel quale il boss della 'ndrangheta di Cutro, Grande Aracri, rivolgeva inquietanti e pesanti parole con minacce di morte nei confronti del sindaco di Lamezia: "va appresso al sindaco Speranza... a quello ci vorrebbe tirata una botta qua... quelli là vorrebbero messi con... (termine incomprensibile) ed ammazzati tutti e due".
La solidarietà di Progetto Lamezia
La grave minaccia a Gianni Speranza del pericoloso boss Grande Aracri, è l’ulteriore dimostrazione che dieci anni di buon governo comunale hanno sventato e contrastato l’accerchiamento che la criminalità organizzata, locale e regionale, aveva progettato per aggredire il tessuto economico della Città. In tutti i settori dell’amministrazione l’attenzione è stata altissima e, come negli appalti, in cui sono state adottate regole comunali rigorose, il malaffare è stato messo alla porta. Abbiamo lasciato il ricordo anche nel Piano strutturale comunale, che, nell’art.1, ripudia gli interessi urbanistici ed edilizi della criminalità organizzata e assoggetta, con una scelta unica nel panorama nazionale, tutti i permessi di costruire, convenzioni e piani attuativi al preventivo controllo del Prefetto. L' importanza solenne della scelta comunale è rafforzata dal fatto che la predetta norma è stata collocata non già nelle pieghe del Regolamento Urbanistico, denso di disposizioni tecniche che ne avrebbero adombrato la portata, ma, nell'art.1 , poichè la carica simbolica di una netta dichiarazione contro le mafie è il presupposto indefettibile dell'agire politico, in Calabria ed altrove. Ciò vuol dire che anche il mattone, a Lamezia Terme, non è più affare per mafiosi e collusi. Prima di Speranza, la criminalità organizzata era l’emergenza assoluta che ha terrorizzato cittadini ed imprese, bloccando di fatto l’economia ed il vivere civile. Oggi, in Città si avverte maggiore fiducia, per i preziosi risultati di inquirenti e magistrati, ma anche per un’ intransigente azione politica di contrasto netto alla ndrangheta. Questo connubio pensiero/azione, estraneo a taluni boicottatori, ha plasmato larghi strati della società civile, aprendo ad una nuova coscienza collettiva ed un cambiamento culturale sul pericolo della pervasità mafiosa, percepita come un'onta ed un danno d'immagine per la città.Siamo fieri di aver vissuto una stagione politica al fianco di Gianni Speranza.