Lamezia Terme, 5 maggio 2013 - Sulla questione delle carceri italiane e in particolare sulla vicenda che riguarda quello lametino si registra una dichiarazione del segretario cittadino dell'Udc, Giancarlo Nicotera che riportiamo integralmante.
"Il dato veramente allarmante è fornito in questi giorni dal rapporto pubblicato a Strasburgo in riferimento agli Stati membri.Le carceri italiane sono tra le più sovraffollate dei 47 Paesi del Consiglio d’Europa e tra quelle in cui c’è il maggior numero di detenuti in attesa di primo giudizio.L’Italia è invero terza, dopo Serbia e Grecia, per sovraffollamento: per ogni 100 posti effettivi ci sono 147 detenuti. L’Italia è pure al terzo posto, con un’altra maglia nera dopo Ucraina e Turchia, per numero di detenuti in attesa di primo giudizio: sono 14.140 su un totale di 67.104, pari al 21,1%. L’Ucraina ne ha quasi 18.000 ma su un totale di oltre 158.000, mentre in Turchia sono quasi 36.000 su 127.000 circa. E se le carceri scoppiano, anche la spesa giornaliera per detenuto è superiore alla media europea. Dal rapporto risulta infatti che l’Italia nel 2010 ha speso - spese mediche escluse - 116,68 euro contro i 96,12 di Francia, i 109,38 della Germania (in questi casi le spese mediche sono incluse nella cifra) e la media europea che è di 93.Stando ai dati ufficiali disponibili in Italia sono detenute nelle carceri 66.897 persone a fronte della prevista capienza regolamentare che è fissata a 45.700 posti.Fa riflettere che quasi il 60% dei detenuti italiani ha meno di 40 anni.E’ chiaro che, nei casi e nelle ipotesi possibili, va sempre più incentivata l’applicazione delle misure alternative alla detenzione anche al fine di favorire un effettivo reinserimento dei condannati che, nondimeno, all’interno del carcere dovrebbero anche poter lavorare per mantenersi e per imparare un mestiere utile per un loro possibile migliore futuro. E’ giusto che chi va in carcere sconti la pena e la sua condanna per intero, ma è altrettanto opportuno che egli non sia sottoposto ad ulteriori patimenti e supplizi, certamente non degni di una nazione che vuole definirsi civile. Non è certo chiudendo le carceri esistenti che si risolvono queste problematiche, tutt’altro. Anche alla luce della recentissima pubblicazione di questi impietosi dati la soppressione della struttura penitenziaria di Lamezia Terme, senza che venga data la possibilità alla città ed al suo circondario di poterne creare un’altra che vada nella direzione e secondo gli standard richiesti dal Consiglio d’Europa e da tutte le nazioni civili del mondo, è un abominio giuridico che non può essere in alcun modo perpetrato. Lamezia Terme dovrà avere questa possibilità. Ci auguriamo che l’attuale Parlamento, il Governo appena nato e le altre istituzioni coinvolte, che annoverano al loro interno diverse personalità che da sempre si sono battute per i sacrosanti diritti civili della comunità e dei detenuti, sappiano porre rimedio ad una situazione inverosimile e davvero preoccupante".