Lamezia Terme, 17 marzo 2015 - Riceviamo e pubblichiamo. In relazione al servizio andato in onda all'interno della trasmissione Piazzapulita, sulla vicenda Calabria Etica, mi preme fare alcune precisazioni. Nel momento in cui sono stato avvisato della presenza delle telecamere davanti al mio punto d'incontro elettorale, ho ultimato alcuni impegni che avevo in corso e sono andato a parlare con il giornalista. In quella circostanza, come si potrà evincere dai video integrali che sono a disposizione di chiunque ne facesse richiesta, sapendo il tono e il modo con cui lo stesso giornalista si è rivolto ad alcuni collaboratori di Calabria Etica, ho detto che sarei stato a disposizione per rispondere ad ogni domanda, a patto di essere però presente direttamente in trasmissione.
Questo perché non mi fidavo, e i fatti mi hanno dato ragione, del montaggio che sarebbe stato fatto dell'intervista. Altre due precisazioni doverose riguardano: l'indagine della Procura, che non attiene alla spesa dei fondi comunitari; la mia rimozione dalla presidenza della fondazione, che non è avvenuta per i fatti contestati, ma per procedura di spoil system. Per questi due aspetti, presentati invece in maniera faziosa e volutamente distorta, provvederò a tutelarmi nelle sedi opportune. Capisco la volontà di presentare un approfondimento su un tema sensibile come i fondi comunitari, ma ritengo che sarebbe corretto fare giusta informazione. Ma pazienza. Per quanto riguarda poi alcuni progetti oggetto del servizio, so benissimo e capisco che il giornalista li trovi incomprensibili: è la prima volta, in Italia, che si affrontano determinati temi, al punto che alcuni atenei italiani hanno richiesto a Calabria Etica l'invio dei report mensili per studiare il fenomeno. I centri di ascolto, vista la tipologia dei problemi che si affrontano, è normale che non siano affollati: gli utenti a cui sono destinati, per propria natura e disagio, non ne conoscono l'esistenza e nella maggior parte dei casi si vergognano a chiedere aiuto. Sono gli operatori che vanno da loro, casa per casa, con grande dignità e professionalità. Grave sarebbe stato il contrario, cioè trovarli in ufficio! Sarebbe bastato documentarsi direttamente sul sito della fondazione per capire di cosa si stia parlando. Un'ultima considerazione: non compete a me spiegare il perché le scrivanie, adesso, siano vuote all'interno degli uffici della fondazione. Fino al 9 febbraio, cioè fino a quando ho gestito io l'ente, come tutti potranno testimoniare, l'operatività è stata costante e massiccia. Potrei semplicemente dire che tutti sanno che le attività della fondazione non si svolgono tutte dietro una scrivania, è una cosa ormai risaputa. Ma mi conferma, questo tentativo di addossare a me ipotetiche colpe che non possono più competermi, che sia in atto l'ennesimo tentativo fazioso di screditare un candidato alle elezioni amministrative di Lamezia. Precisando, infine, che nel 2014 non sono state fatte 700 assunzioni, ma che con i contratti fatti nel corso dell'anno si è arrivati ad avere circa 700 collaboratori a progetto in totale, non posso fare a meno di notare come, anziché interrogare le fonti, che in questo caso sono le carte, non collaboratori o ex presidenti della fondazione, ci si basi su quanto raccontano altri. Se qualcuno è in ansia per il mio modo di amministrare, non posso fare a meno di essere in ansia io per il modo, di qualcuno, di fare informazione. Ciò nonostante, vado avanti per la mia strada, rafforzo con convinzione la mia candidatura a sindaco, cosciente di aver operato correttamente per il bene comune.
Pasqualino Ruberto