AmniocentesiFirenze, 15 marzo 2014 - Sarà pronto in due anni il test che, con un semplice prelievo del sangue, permetterà di rilevare la presenza di malattie genetiche del feto, sostituendo la tradizionale e invasiva amniocentesi.

A dichiararlo all'Agi è Domenico Simone, direttore generale del Gruppo Menarini che a giorni firmerà un accordo con la Sign di Singapore (Singapore Immunology Network) della durata di ventiquattro mesi per un progetto di ricerca, principalmente italiano, finalizzato a trovare un biomarcatore tra le cellule fetali in circolo, associabile ad anomalie e patologie genetiche del feto. "Concluderemo definitivamente a breve l'accordo, siamo alle ultime rifiniture", ha precisato Simone. "Il progetto coinvolge le autorità di Singapore e Biopolis, centro di ricerca avanzatissimo, dove abbiamo trovato le innovative tecnologie e il giusto ambiente positivo - ha proseguito - per questa nuova avventura scientifica. L'obiettivo iniziale sarà mettere a punto un biomarker che individui le cellule fetali nel sangue per diagnosticare la presenza di malattie genetiche del feto". Ma il progetto andrà  anche oltre: "L'accordo non punta solo sulla sostituzione dell'amniocentesi. Ci metteremo al lavoro, infatti, per trovare numerosi biomarcatori utili ad identificare tra miliardi di cellule la cellula responsabile di tumori, malattie autoimmuni ed infiammatorie, mantenendola viva, vegeta e, soprattutto, replicabile". Biomarker che saranno rilevabili grazie a DEPArray, sistema brevettato in Italia dalla Silicon Byosistems, acquisita dalla Menarini nei mesi scorsi. La tecnologia permette di rilevare e isolare rare cellule circolanti correlate a diverse malattie. "E' una sfida tutta italiana - ha continuato Simone - DEPArray e' il frutto del genio di un giovane ricercatore pugliese, Gianni Medoro, che in collaborazione con Nicolò Manaresi, esperto di elettroforesi, ha sviluppato questo promettente "gioiello" presente già  con trenta macchinari nei centri scientifici di tutto il mondo, cinque dei quali solo in Italia". A Singapore, in prima linea nell'impresa, un altro nome italiano, l'immunologa Paola Castagnoli, responsabile del Sign dal 2008, dove coordina circa duecento ricercatori. "In sei o sette mesi contiamo di individuare il biomarcatore specifico per questo tipo di problema per passare immediatamente alla fase clinica, valutando la tecnologia in parallelo con le amniocentesi in almeno 1500 test", ha concluso Simone. (Agi)