Washington, 31 marzo 2014 - I livelli di colesterolo variano in base al periodo dell'anno con profili lipidici più negativi e pericolosi nei mesi più freddi, una tendenza che potrebbe dipendere dai cambiamenti comportamentali correlati al susseguirsi delle stagioni.
Lo ha scoperto un nuovo studio presentano alla 63esima sessione scientifica annuale dell'American College of Cardiology. Precedenti ricerche hanno dimostrato che attacchi di cuore e morti associate aumentano durante i mesi invernali. L'indagine condotta dai ricercatori del Johns Hopkins Ciccarone Center for the Prevention of Heart Disease conferma l'esistenza di una chiara associazione anche tra diverse stagioni e picchi o crolli di colesterolo "cattivo". Tutto dipenderebbe dalle abitudini che tendiamo ad adottare a seconda del periodo dell'anno. "In estate tendiamo a uscire di più, a muoverci, a fare molta più attività all'aperto e ad adottare comportamenti più sani in generale", ha spiegato Parag Joshi, tra i responsabili dello studio, "mentre nei mesi più freddi tendiamo a rinchiuderci nelle nostre "tane", a mangiare cibi più grassi e calorici perché consolatori e a fare meno esercizio fisico, peggiorando di conseguenza i tassi di colesterolo LDL". Un'ipotesi in più è che la minore esposizione al Sole comporti in inverno anche una riduzione delle concentrazioni di vitamina D, associata a livelli più elevati di colesterolo. (Agi)