carcere_altra2Roma, 24 marzo 2011 - Negli Istituti di pena minorili del nostro Paese la “schiacciante maggioranza” dei detenuti è composta da “stranieri, rom e ragazzi provenienti dalle periferie degradate delle grandi città del Sud”. Lo scrive l’associazione “Antigone” nel rapporto “Ragazzi dentro”, rilevando che “ancora più che per gli adulti, per i minori il carcere è il luogo degli esclusi, di coloro che non sono riusciti ad imboccare nessuno dei percorsi che avrebbero consentito un'alternativa” all'istituto di pena. “Molto approssimativa” la stima dei ragazzi rom: una rilevazione del Dipartimento di Giustizia minorile quantificava ne l 12% la percentuale dei rom tra i minori segnalati all’Autorità giudiziaria nel 2006. Nelle carceri minorili del Nord e del Centro ci sono pochissimi ragazzi italiani, mentre al Sud si registra una bassissima componente di giovani stranieri.  Insomma, gli stranieri negli istituti di pena minorili sono all'incirca la metà della popolazione detenuta, ma per anni sono stati una netta maggioranza tra coloro che scontavano una custodia cautelare, alla quale oggi si ricorre meno che in passato. Schiacciante maggioranza delle straniere (82,4% nel 2009), invece, si registra nelle sezioni femminili, dove la percentuale di italiane è del 17,6%.