Macerata, 23 maggio 2011 -
Tra i giovani utilizzatori abituali della rete e dei social network il
10,4 per cento si dichiarano atei, il
12,3 per cento agnostici, il
13,9 per cento alternativi (“non credo in un Dio personale, ma credo in un’Entità superiore”) e il
63,4 per cento credenti (“tiepidi”
nel 38,5 per cento dei casi, “convinti” nel 24,9). I dati emergono da un
sondaggio realizzato dall’
Università Cattolica e presentato al convegno “
Abitanti digitali” promosso a
Macerata dalla
Cei e riguarda
giovani tra i 18 e i 24 anni,
raggiunti on-line, ai quali sono state proposte 77 domande che partivano da domande sulla famiglia per approdare ai “media e reti sociali” frequentati al “rapporto tra relazioni online e offline2, fino alle “credenze e pratiche religiose”. Relativamente all'off line “emerge la predilezione per spazi di tipo relazionale: non solo il pub o la birreria, ma lo sport, che risulta l'ambito privilegiato, dove si unisce la cura, a volte ossessiva, per il corpo con il bisogno di trovare relazioni, stare insieme ad altri”. E “anche al centro commerciale ci si va con altri”, mentre, al contrario, “sono in ribasso quei luoghi che si frequentano da soli: i cinema, le sale giochi, ma anche le discoteche, dove comunicare è difficile”. Secondo la ricerca, poi, vi è una correlazione diretta tra la pratica religiosa e il volontariato, che implica “alterità e gratuità”. Così le “persone che fanno volontariato” si collocano, come pratica religiosa, tra i “credenti convinti”. Si conferma inoltre l'importanza del cellulare tra i giovani, “protesi del sé, appendice che non viene mai spenta e si usa per restare in contatto con gli amici” continuamente, poiché “l'importante è la connettività”. La sociologa
Chiara Giaccardi ha ricavato dalla ricerca anche alcune indicazioni pastorali. “La partecipazione a spazi religiosi - ha spiegato commentando i dati - non corrisponde necessariamente a una percezione di particolare vicinanza con le relazioni che s'intrecciano in tali mondi”, in quanto sono “significative quanto quelle con i colleghi di lavoro. Differente il caso delle relazioni intrecciate durante le attività di volontariato: per il credente convinto si attestano alla pari di quelle con i propri cugini, e risultano seconde unicamente a quelle con i parenti stretti”. Secondo la Giaccardi, "l'atteggiamento con cui porsi dentro al web” da parte degli educatori e del mondo adulto deve essere ispirato alla convenienza poiché “se non si capiscono le logiche, è difficile entrare in relazione con chi queste logiche le ha per natura”.